Personaggi – Paola Concia. La omosex fuori dal movimento

Quel che non poté il Parlamento è riuscito all”Isola dei famosi’. Ma davvero il Paese reale è più avanti delle istituzioni che lo rappresentano? Paola Concia, unica parlamentare omosessuale dichiarata, qualche dubbio lo ha: “Chissà  se gli stessi che hanno fatto vincere Vladimir Luxuria accetterebbero un transgender come vicino di casa”. Già : e chissà  se quella vittoria, più che un passo in avanti, non sia stata l’ennesima autoassoluzione di un Paese sostanzialmente omofobico.
Lei, che della legge contro l’omofobia è pure relatrice, abbozza un mezzo sorriso: nei giorni degli osanna per il Vladi nazionale, è meglio non sottilizzare e accontentarsi di un po’ di buona stampa. Anche perché pure la Concia e, forse, soprattutto la Concia è costretta su questi temi a camminare sulle uova: il ‘movimento’, quello storico omosessuale, infatti non la ama. E non la considera la propria portabandiera. Ogni volta che parla, l’intellighenzia omosex le si scaglia contro, come dimostra un rapido giro nei blog. Non che lei se ne preoccupi più di tanto: del resto non ha mai fatto parte né dell’intellighenzia né tanto meno del movimento e non solo perché ha scoperto e accettato la propria omosessualità  molto tardi, facendo coming out dopo un matrimonio, all’età  di 37 anni. Ma perché, racconta, ha sempre ritenuto giusto fare le sue battaglie soprattutto dentro i partiti: senza i quali, scandisce, non si va molto lontano nell’affermazione dei diritti.

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