Comunicazione e pubblicità  ““ Ferpi. Piangere meno, comunicare di più

Alla platea dei cinquecento che nel salone della Borsa cercano di riscaldarsi l’un l’altro dalla gelata della crisi, il presidente della Ferpi e direttore delle relazioni esterne dell’Enel, Gianluca Comin, regala un’esortazione non scontata. “Sarebbe un grave errore reagire alla crisi tagliando la comunicazione: le aziende non devono cadere in questa scorciatoia, sbagliata e controproducente”.
Prima – Senta Comin, va bene che i comunicatori facciano il loro mestiere e portino acqua al loro mulino, però suona un po’ irrealistico che mentre si prevedono milioni di nuovi disoccupati e nubi nere per i prossimi anni lei vada sul palco e ammonisca presidenti e amministratori delegati a non tagliare i budget di pubblicità  e comunicazione. Come la crisi fosse un’invenzione e non una drammatica realtà …
Gianluca Comin – Tagliare la comunicazione, magari sperando che nascondersi serva a risparmiarsi danni maggiori, peggiora la crisi, invece di attenuarla e di mettersi sulla strada per sconfiggerla. È una strategia masochista che porta a un’ulteriore contrazione dei consumi. Io non nego che la crisi ci sia e sono consapevole della sua profondità . Però il loop fra crisi reale, drammatizzazione dell’annuncio, misure anticrisi e sfiducia è diventato un vortice velocissimo e le aziende non riescono a fermarlo. Voglio dire che occorrono iniezioni di fiducia e la capacità  di distinguere fra congiuntura e crisi strutturale. Se i piani si confondono non se ne esce.

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