Televisione

17 dicembre 2008 | 0:00

FRANCIA: SI’ A RIFORMA TV PUBBLICA, NO SPOT DA 5 GENNAIO

FRANCIA: SI’ A RIFORMA TV PUBBLICA, NO SPOT DA 5 GENNAIO

PRESIDENTE ENTE NOMINATO DA GOVERNO; DURA L’OPPOSIZIONE


(ANSA) – PARIGI, 17 DIC – L’ annuncio, inatteso e clamoroso, fatto quasi un anno fa dal presidente francese Nicolas Sarkozy ‘Basta pubblicita’ su tv pubblicà  è ora diventato legge. L’ assemblea nazionale ha approvato oggi definitivamente la legge sulla riforma della tv pubblica France Televisions – che comprende France 2, 3, 4 e 5 – dopo tre settimane di battaglie parlamentari portate avanti dall’ opposizione socialista e le contestazioni dei giornalisti del servizio pubblico. Non tutti nella maggioranza e nello stesso partito del presidente, l’ Ump, hanno seguito le indicazioni di Sarkozy: i voti a favore del provvedimento – 293 – sono stati inferiori a quelli che conta il gruppo, 309 più otto deputati apparentati. Anche gli alleati di maggioranza del gruppo Nuovo Centro – 23 deputati – hanno votato in gran parte contro. Scontato invece il no della sinistra – socialisti, comunisti, verdi – che hanno condotto una dura lotta contro il provvedimento, fino all’ ostruzionismo. Oltre alla soppressione della pubblicità  sulle reti pubbliche dal 5 gennaio prossimo a partire dalle 20 fino alle 6 – che diventerà  totale nel 2011 – la legge assegna al presidente della repubblica il potere di nominare il presidente dell’ ente pubblico France Televisions, dietro parere dell’ authority televisiva e voto delle comissioni parlamentari a maggioranza dei 3/5. Finora il presdiente veniva nominato dall’ authority. Il mancato introito pubblicitario per France Televisions sarà  compensato da una tassa, fra l’1,5% e il 3%, che sarà  applicata sulle reti televisive private che raggiungono gli undici milioni di fatturato pubblicitario. Un’altra tassa dello 0,9% sarà  creata sui servizi forniti dagli operatori di telecomunicazioni, che hanno un fatturato superiore ai cinque milioni di euro. Il canone televisivo a favore del servizio pubblico sarà  mantenuto e sarà  indicizzato sul tasso d’inflazione. La legge autorizza inoltre più passaggi pubblicitari sulle reti tv private.