Rubriche – Nuovi media. Tivù digitale terrestre a pagamento: scendono in campo i big

Chi vincerà  in Europa l’emergente (ma molto rischioso) business della tivù a pagamento sul digitale terrestre? L’italiana Mediaset, Sky di Rupert Murdoch, France Télécom, Canal Plus o qualche altro nuovo entrante, come Airplus Tv? Attualmente la tivù digitale terrestre europea è finanziata soprattutto dalla pubblicità  e prevalgono i broadcaster tradizionali, commerciali e pubblici, come Bbc e Tf1. In tutti i Paesi sono loro a fare la parte del leone. Non c’è da stupirsi. Infatti la dtt (digital terrestrial television) in effetti non è altro che lo sviluppo – con moltiplicazione dei canali – della tivù analogica.
Augusto Preta, direttore di ItMedia Consulting – una delle società  di ricerca che curano per conto della Dgtvi (l’associazione degli operatori della tivù digitale italiana) lo studio annuale che verrà  presentato a gennaio nella conferenza di Napoli sulla dtt – avverte che circa il 75% dei ricavi complessivi della tivù digitale terrestre europea proviene ancora dalla pubblicità . Ma in tutti i Paesi stanno entrando nuovi competitor nel mercato della tivù a pagamento, attratti dal bacino sempre più ampio di pubblico potenziale. Infatti ormai quella digitale terrestre sta diventando la piattaforma televisiva più diffusa: lo switch off (spegnimento completo della tivù analogica) c’è già  stato in Svezia e Finlandia, e la dtt è utilizzata dal 65% delle famiglie in Gran Bretagna, dal 32% in Francia, dal 37% in Spagna, dal 28% in Italia, e dall’11% in Germania (dove prevalgono le tivù satellitari e via cavo). Entro il 2010-12 la totalità  delle famiglie europee avrà  la tivù digitale. E mentre la pubblicità  televisiva è in crisi, il mercato della tivù a pagamento cresce ancora di oltre il 5% all’anno.
In questo contesto i primi operatori intenzionati a posizionarsi sul mercato della pay dtt sono i big della pay tv via satellite, come Rupert Murdoch e Canal Plus, che puntano a espandersi anche sulla nuova piattaforma terrestre. Il satellite gode di notevoli vantaggi rispetto alla dtt: non ha limitazione di banda, può trasmettere decine di canali, anche in alta definizione, e offre servizi di registrazione digitale dei programmi. In confronto la dtt ha più vincoli. Ma i gestori della pay satellitare non vogliono lasciarsi sfuggire l’occasione di essere presenti anche sul digitale terrestre, dal momento che diventerà  la televisione prevalente.
I big del satellite e del cavo godono attualmente di due formidabili punti di forza: hanno un ampio parco di clienti e sono abituati a controllare il fattore critico di successo di ogni tivù a pagamento, i diritti per il calcio e per i film blockbuster, anche se non sempre detengono già  i diritti per la piattaforma terrestre. Di qui per esempio l’interesse di BSkyB verso la dtt in Gran Bretagna e la richiesta di poter offrire anche servizi pay sul digitale terrestre. L’Autorità  britannica per le comunicazioni (Ofcom) sta esaminando la domanda, che molto probabilmente verrà  accettata. Però l’Ofcom porrà  vincoli antitrust: BSkyB sarà  prevedibilmente obbligata a cedere all’ingrosso e a ‘prezzi equi’ i diritti dei suoi programmi ai concorrenti. Occorrerà  vedere in dettaglio quali condizioni alla fine l’Ofcom effettivamente imporrà  e se BSkyB le accetterà . Comunque la tivù satellitare di Murdoch ha già  perso il monopolio sulle partite del campionato inglese, delle quali condivide i diritti con Setanta, una società  irlandese non quotata che trasmette i suoi canali di sport attraverso Top Up Tv, la tivù a pagamento della dtt britannica. Sia Setanta sia Top Up sono controllate da soci privati e almeno ufficialmente non fanno capo ad alcun grande gruppo.
Anche in Francia si sta accendendo la competizione: la télévision numérique offre 18 canali free e 11 a pagamento, alcuni dei quali già  in Mpeg4 (per l’alta definizione). France Télécom, che gestisce con successo la sua televisione multicanale via Internet e adsl, si è già  assicurata un contratto con Warner, Gaumont e Hbo per le serie tivù e le nuove uscite. E con 200 milioni di euro all’anno si è garantita molti diritti sul calcio francese, rompendo il monopolio storico di Canal Plus (gruppo Vivendi).
Ma sul mercato europeo della pay dtt stanno puntando altri outsider. Airplus Tv, controllata dalla società  finanziaria della potente famiglia svedese Wallenberg, è leader sul mercato finlandese e sta entrando con un suo bouquet sul mercato spagnolo e italiano. Tuttavia attualmente il leader europeo del business della pay dtt è Mediaset con Premium Gallery (270 milioni di fatturato nei primi nove mesi 2008). Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, ha promesso il pareggio operativo entro il 2010. Ma il nuovo business della tivù digitale terrestre a pagamento non sarà  facile per nessuno, infatti la concorrenza delle pay tv satellitari e cavo è molto pressante. E queste hanno il vantaggio del first mover.
Un fatto è certo: a causa della competizione, i prezzi dei diritti aumenteranno. Ci guadagneranno le major hollywoodiane che, non a caso, come Walt Disney e Universal, stanno anch’esse entrando massicciamente sul mercato europeo, free e pay. Se molti cercano di entrare, alcuni invece escono. Come Telecom Italia Media, che ha ceduto le sue attività  pay dtt a Airplus Tv, e che sta cercando di vendere, in tutto o in parte, anche la sua rete di trasmissione digitale. In prospettiva rimarranno i big, che si stanno posizionando in vista del 2012, quando in tutta Europa la tivù terrestre non sarà  più analogica e saranno allora disponibili abbastanza frequenze per diffondere molti canali digitali ad alta definizione e numerosi servizi interattivi.

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