INTERNET: CINA, SITO WEB CONDANNATO PER VIOLAZIONE PRIVACY

INTERNET: CINA, SITO WEB CONDANNATO PER VIOLAZIONE PRIVACY


(ANSA) – PECHINO, 19 DIC – Un tribunale di Pechino ha condannato un sito web per aver perseguitato un uomo accusandolo di essere responsabile del suicidio della moglie, ingiungendogli di pagare alla vittima un risarcimento di 3000 yuan (poco più di 300 euro). Lo riporta l’ agenzia Nuova Cina. Inoltre, un amico della moglie è stato condannato a versare alla vittima 5000 yuan. Si tratta della prima volta che la magistratura interviene in un caso di “caccia all’ uomo” attraverso Internet. Lanciata da gestori di siti web con pochi scrupoli ed entusiasticamente seguita da migliaia di giovani utenti della rete, la moda della “caccia all’ uomo” ha già  provocato effetti drammatici, rovinando la vita a supposti responsabili di crimini che si sono in seguito rivelati innocenti. Wang Fei, l’ uomo che ha denunciato la persecuzione da parte del sito web Daqi.com e di un’ amico di sua moglie chiamato Zhang Leyi, era stato accusato di aver spinto la moglie al suicidio con i suoi tradimenti. Wang – che ha ammesso di aver tradito la moglie – ha perso il lavoro e ha provato a cambiare la città  di residenza senza riuscire a liberarsi dei “cacciatori di carne umana” (sono gli stessi giovani blogger a definirsi così) istigati da Zhang, che è stato condannato insieme a Daqi.com. Nuova Cina riferisce che secondo il tribunale, Zhang ed il sito web hanno “diffamato” Wang e hanno “violato il suo diritto alla privacy” per aver diffuso dettagli della sua vita privata, tra cui i nomi dei suoi datori di lavoro e le sue foto.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Più di 30 milioni gli italiani online nel mese di febbraio, connessi principalmente da mobile. I dati Audiweb (INFOGRAFICHE)

Le dirette video di Facebook disponibili a tutti gli utenti. In Italia le stanno già sperimentando

Per cercare di superare la crisi l’ad di Twitter licenzia quattro dirigenti