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21 dicembre 2008 | 0:00

TLC:10 ANNI FA PREFISSO URBANE,DA’98 QUANTE RIVOLUZIONI

TLC:10 ANNI FA PREFISSO URBANE,DA’98 QUANTE RIVOLUZIONI
DA LIBERALIZZAZIONE MERCATO MONDO TELEFONIA HA CAMBIATO VOLTO


(ANSA) – ROMA, 21 DIC – Il 18 dicembre 1998 fu, nel suo piccolo, una data storica per le tlc e per le abitudini degli italiani. Il vecchio apparecchio di casa cambiava volto, ‘inglobando’ il prefisso anche per le urbane e dando, alle famiglie italiane, un nuovo, lungo numero telefonico che ancora oggi comincia per tutti con lo ’0′. Fu quella solo una delle tante rivoluzioni vissute dalla telefonia nel decennio 1998-2008, a partire dalla liberalizzazione del mercato, che proprio nel 1998 fu la genesi di tutti i cambiamenti. L’ora X scattò in Italia, come nel resto d’Europa, il primo gennaio di quell’anno, almeno da un punto di vista normativo. Di qualche mese dopo è infatti lo sbarco sul mercato del primo concorrente di Telecom sulla telefonia fissa (l’allora Omnitel e oggi Vodafone Italia già  era un competitor sul mobile): Infostrada lanciò il servizio per le aziende il primo luglio, passò poi a installare le prime cabine e, da settembre, avviò il servizio alle famiglie che per la prima volta potevano quindi scegliere un operatore alternativo a Telecom Italia. Da allora decine sono state le aziende che hanno tentato di sbarcare, non sempre con successo, sul mercato della telefonia. Nel settore mobile a giugno di quell’anno Wind (allora proprietà  dell’Enel) aveva ottenuto la terza licenza di gestore e a marzo del ’99 era partito il servizio. Nel maggio del 2000 fu la volta di Blu, avventura finita pero’ appena due anni dopo con uno spezzatino dell’azienda tra gli altri operatori. Non meglio andò a Ipse, società  che, insieme a H3G, salì agli onori delle cronache con la multi-miliardaria asta per le licenze Umts: la seconda ha centrato l’obiettivo lanciando il videofonino, mentre la prima non è mai partita e le scorie di quell’operazione non sono state ancora del tutto smaltite. Ma è nella telefonia fissa che in dieci anni si sono consumate le più cocenti delusioni. Basti pensare che già  nel 2004 oltre il 35% degli operatori che avevano tentato l’avventura avevano già  gettato la spugna e che l’Istat conta oggi appena 23 imprese in totale, contro le 44 di quattro anni fa. Ma la storia di questi dieci anni di liberalizzazione non consiste solo in tante rinunce e pochi successi: è fatta anche di decine di cambiamenti tecnologici e normativi che hanno completamente rivoluzionato il nostro modo di utilizzare il telefono e, soprattutto, il telefonino. A cominciare dalla cosiddetta number portability, vale a dire la possibilità  di cambiare gestore mobile mantenendo il proprio numero telefonico, una possibilità  ormai scontata per i consumatori, ma all’epoca una vera e propria rivoluzione. Nel 2003 è poi arrivato il codice Imei, vale a dire ‘l’antifurtò per il cellulare, nel 2004 sono partiti i ‘maxi-elenchi’ con numero di telefonino e indirizzo e-mail, nel 2005 è stato liberalizzato il servizio di informazione abbonati (con la valanga di spot sui vari servizi ’12′). Per non parlare delle novità  tecnologiche, con super-cellulari di anno in anno sempre più innovativi, dotati di diverse funzioni, per fare fotografie, brevi filmati, navigare su Internet, guardare in faccia la persona con la quale si sta parlando, inviare Mms, perfino guardare le tv. Fino all’avvento dell’Iphone, che con una semplice pressione sullo schermo permette di fare di tutto. Tutte possibilità  che hanno fatto del telefonino il vero re delle tlc: con la bellezza di un cellulare e mezzo per ogni abitante (una mano al mercato l’hanno data anche gli operatori mobili virtuali) ha soppiantato il telefono di casa, tanto che 4 famiglie su 10 si affidano ormai solo alla telefonia mobile. Molti di coloro che ancora usano il fisso, soprattutto per le chiamate internazionali, hanno poi imboccato la strada della telefonia su protocollo Ip (Skype e affini), mandando in soffitta la vecchia teleselezione. Per non parlare delle classiche cabine telefoniche, ormai quasi del tutto dimenticate: nel 2007 il traffico si è addirittura dimezzato rispetto all’anno precedente scendendo a 300 milioni di minuti.