Comunicazione e pubblicità  ““ Audimovie. Coccole prima, durante e dopo il film

La raccolta pubblicitaria del cinema non va a gonfie vele, ma ci sono margini strutturali e organizzativi su cui gli operatori del settore possono lavorare. La fase che segue la proiezione del film, ad esempio, ha grandi potenzialità  sul fronte della pubblicità  e della comunicazione. Se gli spettatori, coccolati e assistiti prima e dopo l’ingresso in sala, alla fine del film, invece di venire spediti per direttissima nei parcheggi, transitassero in un ambiente accogliente, il sistema cinema potrebbe sfruttare l’emozione ancora viva proponendo servizi come ristorazione, shopping e merchandising. Più o meno come avviene nei musei alla fine del tour ma con il vantaggio di rivolgersi a un’audience in crescita formata al 60% dal prelibato target degli under 30. Tra gli operatori multisala qualcuno ha già  cominciato a muoversi in questa direzione. Medusa Cinema, ad esempio, ha appena lanciato il free magazine Al Cinema (vedi Prima n. 389).
Degli sviluppi che può e deve avere il settore si è parlato a Milano a fine novembre nell’ambito della presentazione di una ricerca sui ‘Valori e i vissuti del cinema’ organizzata da Audimovie, l’istituto di rilevazione degli spettatori nato nel 2005 su iniziativa di Upa, Assocomunicazione, Unicom, Fcp, Anem, Anec e Acec, e alla presenza dei rappresentanti delle tre principali concessionarie di pubblicità  del settore, Sipra, Opus e Moviemedia. La ricerca (pubblicata nei documenti di Primaonline.it) segnala, tra l’altro, il grande peso che ha la promozione sulla scelta dello spettatore, influenzato al 49% da trailer tivù e cinema, al 13% dalla pubblicità  sui quotidiani, al 6% da cartellonistica e poster e via via dagli altri mezzi.

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