Televisione

03 gennaio 2009 | 0:00

TV: FRANCIA; DA LUNEDI’ NIENTE SPOT, CAMBIANO ABITUDINI

TV: FRANCIA; DA LUNEDI’ NIENTE SPOT, CAMBIANO ABITUDINI
SU RETI PUBBLICHE PRIME TIME ALLE 20:35, SU PRIVATE ALLE 20:50


(ANSA) – PARIGI, 3 GEN – C’é interesse, attesa e qualche interrogativo in Francia per vedere come sarà , da lunedì sera, la tv pubblica senza pubblicità . La misura, che era stata annunciata un anno fa nella sorpresa generale dal presidente Nicolas Sarkozy, ha comportato una serie di modifiche nei palinsesti di France 2 e France 3 – le due principali reti del servizio pubblico – e in particolare l’anticipazione del prime time, la prima serata, alle 20:35, qualche minuto dopo la conclusione dei tg della sera. Ma nella principale rete privata, Tf1, il prime time resta per il momento fissato alle 20:50, anche se il direttore dell’informazione, Jean-Claude Dassier, annuncia “pragmatismo”: pronti cioé a reagire se i telespettatori fuggono verso la concorrenza. L’altra tv privata più forte, M6, ha fatto invece già  sapere che anticiperà  di una decina di minuti la sua prima serata. Canal Plus, principale tv a pagamento, aspetta, come Tf1, e non cambia i suoi orari: “vediamo se la gente si muove”. Annunciata un anno fa da Sarkozy, la misura ha suscitato e continua a suscitare un mare di polemiche: una riguarda il presunto regalo fatto a tv private, in particolare a Tf1 – che continueranno a trasmettere pubblicità  – i cui proprietari sono amici del presidente. L’altra riguarda il timore per i finanziamenti del servizio pubblico France Televisions, che ha circa 11.000 dipendenti – fra impiegati, giornalisti, tecnici – nelle cinque reti televisive: France 2, France 3, France 4, France 5 e France O. Il mancato introito in termini di pubblicità  per il servizio pubblico – stimato in 450 milioni di euro – sarà  compensato almeno per quest’anno da una tassa, fra l’1,5% e il 3%, applicata sulle reti televisive private che raggiungono gli 11 milioni di fatturato pubblicitario. Un’altra tassa dello 0,9% sarà  creata sui servizi forniti dagli operatori di telecomunicazioni, che hanno un fatturato superiore ai 5 milioni di euro. Il canone televisivo a favore del servizio pubblico sarà  mantenuto e sarà  indicizzato sul tasso d’inflazione. La soppressione della pubblicità  sulle reti pubbliche dal 5 gennaio prossimo a partire dalle 20 fino alle 6 diventerà  totale nel 2011. L’altra misura nella riforma del settore radiotelevisivo pubblico che ha provocato polemiche e scioperi da parte dei dipendenti è stata quella di affidare al governo la nomina del presidente di France Televisions, che prima spettava all’authority televisiva, il Csa (Conseil Superieur de l’Audiovisuel). Un ritorno alla vecchia Ortf, come si chiamava prima France Televisions, sottomessa al potere politico, hanno denunciato i sindacati.