Editoria

08 gennaio 2009 | 0:00

EDITORIA: LIBERAZIONE; FERRERO, 15 GIORNI E POI DECIDO

EDITORIA: LIBERAZIONE; FERRERO, 15 GIORNI E POI DECIDO


(ANSA) – ROMA, 8 GEN – Quindici giorni di tempo per valutare tutte le proposte in campo per una eventuale vendita di Liberazione, compresa quella avanzata oggi dalle colonne del quotidiano dal costituendo consorzio B.G.I: Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, che ha appreso stamattina dal giornale l’esistenza di quest’ultima proposta, vuole riflettere per fare la scelta giusta. Lo ha detto lui stesso all’assemblea dei giornalisti di Liberazione, presente il sindacato, Fnsi e Stampa romana. Condizioni imprescindibili per la vendita sono: il rilancio occupazionale, il mantenimento del finanziamento pubblico e il cambio del direttore. Inoltre Ferrero si è impegnato a un pieno coinvolgimento del sindacato. Il segretario ritiene assolutamente sbagliato rinunciare al finanziamento pubblico di cui gode Liberazione anche se questo significa che il partito deve necessariamente mantenere il 50% del pacchetto azionario. Una scelta obbligata dunque perché, ha confessato, “se fosse per me terrei soltanto lo 0,1% delle azioni”. Ha poi affrontato il capitolo nomine alle quali si procederà  lunedì prossimo in una riunione della direzione. Oggi ha chiesto una disponibilità  al sindacalista Dino Greco che si è preso 48 ore di tempo per decidere. “I direttori saranno cambiati – ha spiegato il segretario – perché la linea perseguita finora causava danni economici oltre a essere opposta a quella del partito. E, anzi, sosteneva un progetto che puntava a distruggere Rifondazione”. A Dino Greco sarà  affiancato un direttore responsabile. “Ma le nomine – ha aggiunto – non c’entrano con l’eventuale vendita che anche se si dovesse concretizzare non pregiudicherebbe i direttori in carica”. Nel ‘totonomine’ stilato in questi giorni sono entrati Giovanni Russo Spena, ex senatore di Rifondazione, Giulietto Chiesa, ex direttore di Left, Lidia Menapace. Ieri era circolato anche il nome di Giuliana Sgrena che ha poi smentito.