Televisione

08 gennaio 2009 | 0:00

RAI: CAPPON, RISORSE IL PROBLEMA DEL SERVIZIO PUBBLICO

RAI: CAPPON, RISORSE IL PROBLEMA DEL SERVIZIO PUBBLICO
 
(AGI) – Roma, 8 gen. – Niente spot sulla Tv pubblica? “Il problema e’ quello delle risorse”. Claudio Cappon, direttore generale della Rai, sintetizza cosi’ la questione legata agli spot sulla tv pubblica, sottolineando ancora una volta che per fare servizio pubblico bisogna avere i mezzi, a cominciare da quelli finanziari. Intervenendo a ‘Radioanch’io’, oggi dedicato al divieto di spot nella tv pubblica francese, Cappon ha sostenuto che la tv pubblica e’ di supporto al servizio culturale del paese e che con risorse maggiori si puo’ certo fare di piu’ e meglio. In Italia – ha ricordato – la situazione e’ tale che la risorsa pubblica destinata alla televisione sia la piu’ ridotta nel panorama europeo e, “dunque insufficiente rispetto a quello che il servizio pubblico fa’”. Lo stesso canone di abbonamento e’ basso rispetto agli altri, e in piu’ ci si mette l’elevata evasione che comunque la Rai sta cercando di ridurre. Il direttore generale ha ribadito che una limitazione di risorse disponibili comporta automaticamente il rischio di ridurre l’ambito di attivita’ dell’azienda. “Siamo consapevoli dell’esigenza di fare meglio e in modo piu’ efficiente, e pero’ voglio anche ricordare che nonostante quello che si dice la Rai e’ il servizio pubblico che in Europa ha il piu’ forte ascolta tra i cittadini, pari al 45%. Noi siamo fortemente impegnati nel recuperare efficienza. Poi e’ evidente che il mondo dello spettacolo e’ del tutto particolare, gli artisti hanno un mercato: o si pagano o vanno altrove”. Di fondo quindi il problema resta quelle risorse su cui poter contare, “se queste si ampliano possiamo anche abbassare il canone e magari modularlo sui redditi”. Cappon ha aggiunto che l’obiettivo della Rai del futuro deve essere anche quello di avere canali di nicchia, ovvero “un’offerta specializzata per pubblici, e non dunque per il pubblico in genere, che potranno soddisfare i loro bisogni di trasmissioni d’altro tipo rispetto alla televisione generalista che comunque resta importante”. E in questa logica il digitale assume una rilevanza notevole in quanto in grado di ampliare l’offerta. Infine Cappon ha ricordato che il servizio pubblico della Rai e’ anche quello che non si vede in televisione e pero’ passa per altri veicoli di comunicazione non meno importanti.