Editoria

13 gennaio 2009 | 0:00

Editoria/ De Bortoli: i quotidiani avranno lunga vita

Editoria/ De Bortoli: i quotidiani avranno lunga vita
A Milano un convegno sulle prospettive della carta stampata


Milano, 13 gen. (Apcom) – Il 2043 sarà  un anno come tutti gli altri e non quello nel quale si venderà  “l’ultima sgualcita copia su carta del New York Times” come previsto dallo studioso americano Philip Meyer. E’ una delle opinioni che hanno animato il convegno “Carta stampata e comunicazione, evoluzione e sviluppo” organizzato a Milano dall’agenzia di comunicazione Adc e promosso da Carta&StampaClub dal quale emerge uno stato di salute della carta stampata migliore delle previsioni, nonostante la crisi economica internazionale abbia messo in difficoltà  le società  editoriali di tutto il mondo.


“I giornali di carta, che vengono da lontano, non appartengono al passato” ha detto Ferrucio De Bortoli, direttore de Il Sole 24 Ore. Una manifestazione di fiducia basata sull’esperienza: “Di fronte all’innovazione tecnologica degli ultimi anni – ha continuato il giornalista – hanno infatti dimostrato una capacità  di adattamento che invece è mancata in altri settori”. Nonostante l’avvento di televisione e nuovi media, è il ragionamento del direttore del quotidiano della Confindustria, il giornale ha addirittura rafforzato il proprio legame con il lettore, con il territorio, con la società  e la tradizione che rappresenta. Lo dimostra il fatto, nonostante prima di arrivare in edicola riceva tre copie di free press e sia già  stato informato da Internet e televisione, il lettore rinnovi l’appuntamento con il proprio quotidiano.


“La sfida – ha aggiunto De Bortoli – è quella di accompagnare una comunità  di lettori che si informa su vari media. Dobbiamo interpretare in modo diverso il nostro ruolo di intermediari, offrire uno strumento per capire la globalità , ma che sia anche molto legato alla comunità  locale”. Una sfida che però, a suo parere, non può essere colta “con le corporazioni, le leggi e le difficoltà  contrattuali di oggi”. Emanuele Pirella, presidente dell’agenzia di pubblicità  Lowe Pirella Fronzoni, ha sottolineato il ruolo dei quotidiani locali: “Hanno la capacità  e l’autorevolezza – ha detto – di essere sulla notizia vera, quella che ti sta accanto”. Un elogio accompagnato dalla previsione di una crisi senza uscita per i settimanali “che non sanno più come e dove stare”.


Una segnale di ottimismo per la carta stampata l’ha lanciato infine Maria Luisa Trussardi, presidente di Finos Finanziaria Holding del Gruppo del levriero, che ha ricordato la “dinamica espansiva” degli investimenti pubblicitari del settore moda su quotidiani e periodici negli ultimi quattro anni, nonostante la stagnazione dei consumi. “Per noi della moda e del lusso la carta stampata resta il medium privilegiato. La tv è troppo costosa, affollata e poco selettiva”. Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, anche l’amministratore delegato di Fiera Milano Claudio Artusi e il direttore generale dell’Upa Giovanna Maggioni.