Televisione

13 gennaio 2009 | 0:00

CRISI: SKY; EMITTENTE A PARLAMENTO, SU IVA CONTRADDIZIONE

CRISI: SKY; EMITTENTE A PARLAMENTO, SU IVA CONTRADDIZIONE


(ANSA) – ROMA, 13 GEN – No al raddoppio dell’Iva al 20%. In vista della conversione in legge del decreto 185 del 20 novembre scorso, Sky scrive ai parlamentari italiani riproponendo le ragioni della sua contrarietà  in una lettera di cui parla oggi in prima pagina il Sole 24 0re e il cui contenuto é confermato da Sky. Una tassa sui consumi, fa notare l’ad Tom Mockridge nella lettera, è contraddittoria all’interno di un provvedimento che vorrebbe sostenere la domanda dei cittadini “in un momento di crisi economica”. Mockridge contesta anche la giustificazione principale addotta dal governo, quella dell’atto dovuto in risposta ad una richiesta dell’Ue. L’ad di Sky sottolinea che la commissione ha chiesto sì all’Italia di allineare le tasse sulla tv a pagamento, ma esprimendo una preferenza per un allineamento al 10 e non al 20 %. Nel finale della lettera si propone a deputati e senatori di cercare una soluzione che bilanci l’esigenza di nuove entrate per lo Stato con la necessità  di sostenere famiglie e imprese. Nella lettera indirizzata a tutti i parlamentari l’ad di Sky Tom Mockridge sottolinea che “appare difficile comprendere la logica che, da un lato, spinge ad aumentare le imposte sui consumi a così tanti cittadini, e dall’altro spiega le finalità  di questo provvedimento con l’obiettivo di sostenere i consumi e la capacità  di spesa delle famiglie italiane in un momento di crisi economica”. Una decisione, scrive, “in aperto contrasto con gli impegni presi dal Presidente Silvio Berlusconi durante la recente campagna elettorale, quando ha più volte detto che il suo Governo non avrebbe mai aumentato le tasse”. Dopo aver sottolineato che la Commissione Europea “non ha mai chiesto di alzare l’aliquota Iva sulla pay-tv al 20%, ma ha soltanto richiesto un allineamento delle aliquote di tutti i servizi televisivi a pagamento, suggerendo, tra l’altro, di portarle al 10% “, Sky punta il dito sulla tempestività  con la quale ha operato in questo caso il governo italiano, facendo notare che l’Italia ha oltre 120 procedure d’infrazione aperte di fronte all’Ue. Ora che il Parlamento è chiamato a discutere questo decreto per convertirlo in legge, scrive l’ad Mockridge, “c’é l’opportunità  di ricercare una soluzione che possa bilanciare l’esigenza di nuove entrate per lo Stato, con la necessità  di sostenere le famiglie e le imprese in una fase così difficile. Mi auguro che possa personalmente dare un contributo alla discussione – conclude – Sarebbe un segnale molto importante per tutte le aziende internazionali, come News Corp, che hanno scelto di investire in Italia e vogliono continuare a farlo con ottimismo. Sarebbe un segnale positivo anche per gli addetti al comparto della televisione digitale e, soprattutto per i 14 milioni di italiani che hanno scelto Sky”.