Scelte del mese, Servizio di copertina

14 gennaio 2009 | 17:15

Servizio di copertina – Rotta decisa sul business dei contenuti

“Qualcosa sta cambiando, ci sono prodotti europei che riescono ad affermarsi fuori dai confini nazionali ed è anche su questo che contiamo quando pensiamo alle nostre produzioni di fiction”, dice Lorenzo Pellicioli, amministratore delegato del Gruppo De Agostini.
Pellicioli si dimostra ottimista sulle possibilità  di sviluppo delle produzioni europee di contenuti televisivi, sui quali la DeA si è impegnata a fondo con le acquisizioni di Magnolia, Marathon e Zodiak Television, riunite dall’inizio del 2009 sotto le insegne di Zodiak Entertainment, della quale lui stesso è amministratore delegato: “Posso dire che i risultati del 2008 e i budget del 2009 sono in linea con i nostri piani”.
“Siamo già  presenti in una ventina di Paesi e in ciascuno abbiamo una relazione con i cinque, sei, dieci interlocutori che contano”, dice Pellicioli. “Contiamo di estendere ulteriormente la nostra presenza e di consolidare i rapporti già  esistenti. Già  adesso se una delle nostre società  ha una buona idea può immediatamente proporla, insieme alla capacità  di realizzarla, in tutti i mercati e a tutti i soggetti rilevanti. Ogni singola realtà  locale ha la possibilità  di offrire tutto il patrimonio di contenuti di Zodiak. Con una caratteristica distintiva importante: siamo gli unici in Europa con una riconosciuta forza in tutti e quattro i settori chiave della produzione: entertainment, animazione, fiction, documentari”.
Pellicioli sollecita norme che sostengano la produzione indipendente: “L’eccellenza della Francia nei cartoni animati, ad esempio, è anche il frutto di una precisa volontà  politica, quella di favorire e proteggere la crescita di questa nuova vocazione produttivi. Direi che lo stesso vale anche per i format: i più grandi esportatori sono gli inglesi, gli olandesi e gli scandinavi ed è realmente sorprendente che manchino all’appello tutti i Paesi latini che ritengono la creatività  come una propria caratteristica scontata. E’ veramente paradossale che il nostro Sud, le nostre scuole a preminente impostazione umanistica non producano talenti su questo versante. E’ un peccato che non si sia incoraggiato programmaticamente, con un sistema normativo simile a quello di altri Paesi, questo tipo di sviluppo che poteva essere naturale”.
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