TLC

14 gennaio 2009 | 0:00

TLC: ROMANI;STUDIO CAIO, ACCELERARE INVESTIMENTI BANDA LARGA

TLC: ROMANI;STUDIO CAIO, ACCELERARE INVESTIMENTI BANDA LARGA


(ANSA) – ROMA, 14 GEN – In assenza di un’accelerazione degli investimenti, il Paese potrebbe trovarsi “da qui a qualche anno a confrontarsi con una carenza strutturale della rete a banda larga”. E’ quanto emerge dal lavoro di ricognizione del settore della banda larga svolto in queste ultime settimane dalla task force di Francesco Caio e illustrato oggi a Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico. E’ quanto si legge in una nota del ministero, secondo cui Romani ha apprezzato l’attività  svolta sino ad ora, precisando come “dal lavoro di Caio stia emergendo un disegno strategico di ampio respiro che potrebbe accelerare lo sviluppo di una infrastruttura di avanguardia e proiettare l’Italia verso una posizione di leadership nell’Europa digitale”. “Nel corso dell’incontro – continua la nota – sono stati focalizzati tre aspetti: innanzitutto l’utilizzo della banda larga, il ritardo nella penetrazione in Italia rispetto ad altri Paesi del G7, le prospettive di crescita della domanda legate all’evoluzione di internet come piattaforma di distribuzione dei contenuti. Quindi è stato affrontato il problema della copertura geografica della rete e un esame preliminare delle opzioni per ridurre le aree del digital divide geografico attraverso un adeguato mix di tecnologie fisse e radio, confermando la necessità  di un maggior coordinamento, in linea con quanto avviato dal ministero, tra iniziative centrali e periferiche per ottimizzare l’utilizzo dei fondi pubblici”. E’ stato quindi affrontato il tema “dell’evoluzione verso le reti di prossima generazione con una valutazione dei rischi e delle opportunità  che il Paese ha di fronte in questo delicatissimo settore. Il lavoro finora svolto ha messo anche in luce alcune differenze strutturali tra il mercato italiano e quello di altri Paesi come Gran Bretagna e Stati Uniti, e in particolare ha evidenziato come l’assenza in molte aree del Paese di una rete di accesso alternativa a quella dell’ incumbent Telecom Italia limiti la pressione competitiva a investire in nuove tecnologie”. “Pur confermando la capacità  dell’attuale rete in rame a supportare in molte zone la crescita di traffico nei prossimi 2-3 anni – si legge – questa fase dell’analisi identifica il rischio che, in assenza di un’accelerazione degli investimenti, il Paese si trovi da qui a qualche anno a confrontarsi con una carenza strutturale della rete a banda larga”.