Editoria

15 gennaio 2009 | 0:00

MEDIA: UPA PRESENTA SUMMIT INTERNAZIONALE COMUNICAZIONE

MEDIA: UPA PRESENTA SUMMIT INTERNAZIONALE COMUNICAZIONE


(ANSA) – MILANO, 15 GEN – Non sarà  una passerella di personaggi, ma di idee, il Summit internazionale sulla comunicazione ‘Tutto cambia. Cambiamo tutto?’, organizzato da Upa (Utenti Pubblicità  Associati, in collaborazione con AssoComunicazione), che si terrà  a Roma l’11 e il 12 marzo. Niente presidenti stranieri – come avvenne all’ultimo summit nel 2001 che tra i relatori annoverava Bill Clinton – ma esperti come Arianna Huffington (fondatrice del blog ‘Huffington Post), il futurologo James Canton, il visionario Jacques Attali, l’economista Alberto Alesina, tanto per citarne alcuni. “Ci sarà  un movimento di idee – ha ribadito il presidente Upa, Lorenzo Sassoli De Bianchi, che oggi ha presentato il programma a Milano – perché questo è un momento di riflessione. Bisogna guardare a questa crisi con un occhio di preoccupazione ma anche con fiducia: le crisi rappresentano un’opportunità  per rimettere tutto in discussione.” L’Italia, ha aggiunto Sassoni De Bianchi, “ha sempre dato il meglio di sé in momenti di crisi. Gli anticorpi si sono già  messi in moto e le aziende stanno rifocalizzando le strategie”. Upa ha fatto un sondaggio interno e anonimo sulle 500 aziende associate sulle ipotesi di investimenti pubblicitari per il 2009: il 25% ha risposto che li aumenterà , il 35% li manterrà  ai livelli del 2008 e il 40% li ridurrà ; per il 70% delle aziende la pubblicità  è irrinunciabile. Nello specifico, il 65% investirà  in pubblicità  televisiva, il 40% sulla stampa, il 40% sul web, il 36% sulla radio, il 10% pubblicità  esterna e il 4,1% al cinema. Da domani, inoltre, partirà  una campagna pubblicitaria sulla stampa del Summit, firmata dall’agenzia Lowe Pirella Fronzoni, perché “vogliamo stimolare il coraggio delle aziende, vogliamo dare un segnale di sostegno a un settore che sta soffrendo più di altri, ma che è strategico”, ha annunciato il presidente Upa. Sassoli De Bianchi resta infatti convinto che “in momenti di crisi la pubblicità  vale il doppio. Le aziende che vogliono rischiare questi uno-due anni, poi ne usciranno più forti”.