Borsino dei direttori

19 gennaio 2009 | 13:31

da corrispondente da Londra a vice direttore della ‘Stampa’

Completata il 20 dicembre la sua esperienza come corrispondente della Stampa da Londra (“Città  davvero stimolante, tornata capitale dell’economia e delle tendenze, miglior osservatorio sul mondo e non solo sulla realtà  inglese. E i loro giornali sono quelli che reagiscono più in fretta ai cambiamenti”), il 12 dicembre Vittorio Sabadin ha ripreso il suo vecchio posto di vice direttore a Torino, uno dei quattro (con Umberto La Rocca, Giancarlo Laurenzi e Massimo Gramellini) che formano il nuovo staff del direttore Giulio Anselmi.
Padovano cresciuto e laureato in lettere a Torino, 58 anni, Sabadin ha iniziato la carriera alla Gazzetta del Popolo occupandosi di politica interna. Alla chiusura della Gazzetta va a Tuttosport come inviato per la Formula 1: d’altronde le auto sono sempre stata una sua passione e anche recentemente lo si è visto alla tappa Nicaragua-Messico della Transamerica alla guida di una Ferrari 599.
Passa quindi alla Stampa dove torna alla politica. Diventa caposervizio di quel settore e nell’86 – ai tempi di Gaetano Scardocchia – caporedattore centrale. Copre quella posizione per dieci anni, diventando nel 1996, con Carlo Rossella, vice direttore.
Altri dieci anni, finché proprio Anselmi non decide di mandarlo a Londra.
Invece di prendere la decisione del direttore come un esilio la prende come una sfida e nei due anni che seguono si dà  da fare su notizie esclusive e curiose, e intanto studia il mercato dei quotidiani, riflessione che sintetizza in ‘L’ultima copia del New York Times. Il futuro dei giornali di carta’ (Donzelli, 2007). Appassionato di musica classica (Mozart soprattutto), da una decina d’anni scrive per gli amici preziose guide all’ascolto delle opere più celebri.
Gusti: il rispetto delle regole.
Disgusti: l’incapacità  dell’Italia di rinnovarsi.

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