Televisione

22 gennaio 2009 | 10:12

Tv/ Calabro’: Finito Far west, ora ci sono regole per digitale

Tv/ Calabro’: Finito Far west, ora ci sono regole per digitale
Ma la nuova tv deve rimanere perlopiu’ gratuita

Roma, 21 gen. (Apcom) – In Italia non esiste piu’ il Far west nel settore televisivo e grazie “ad una normativa trasparente oggi possiamo pianificare la transizione al digitale con un chiaro orientamento”. E’ quanto ha affermato il presidente dell’Autorita’ per le Comunicazioni, Corrado Calabro’, nel suo intervento alla quarta conferenza nazionale sul digitale.

“Per fortuna niente è come prima – ha chiosato Calabro’ giocando con il titolo della Conferenza – Ricordo infatti che quando l’attuale Consiglio dell’Autorità , nel 2005 (circa tre anni fa), è entrato in carica, la situazione frequenziale era alla deriva.
Abbiamo ereditato quarant’anni di mancanza di regolazione dello spettro frequenziale radiotelevisivo: non sapevamo nemmeno quante frequenze fossero utilizzate nelle diverse aree del Paese, (per non parlare dell’allocazione tra gli operatori), nonché di quante fossero eventualmente disponibili per nuovi broadcaster. Una situazione, questa, che, a torto o a ragione, qualcuno definì come il Far west dell’etere televisivo italiano. Giusta o sbagliata questa definizione – ha sottolineato ancora Calabro’ – posso senz’altro affermare che oggi il Far west non c’è più.
L’Autorità  ha ripreso la barra della regolamentazione e del presidio sulle risorse frequenziali”.

Calabro’ ha ricordato come l’Agcom abbia “definito, per la prima volta in Italia, con una vasta rilevazione, un catasto aggiornato delle frequenze radiotelevisive”. Inoltre e’ stato “ridisegnato il Piano di assegnazione delle frequenze, in modo che si tenesse conto anche delle problematiche intervenute, che sono connesse al coordinamento internazionale e si sta realizzando il Piano di attuazione progressivo per aree geografiche (con la Sardegna che è già  diventata l’area all digital più estesa in Europa), piano che prevede l’ingresso di nuovi operatori di rete e l’emersione ed attribuzione di un dividendo digitale. Solo tre anni fa questo scenario sarebbe stato francamente utopistico” ha evidenziato ancora il presidente Agcom.

“Ovviamente, sussistono ancora delle criticità  che devono essere affrontate e risolte – ha pero’ sottolineato Calabro’ – Innanzitutto, è innegabile che il settore rimane ancora concentrato, ma non bisogna nemmeno scordare che si tratta di un ambito in cui la concentrazione ha le sue motivazioni di natura economica e tecnologica”.

Per Calabro’ infine “il nuovo scenario digitale dovrà  essere contraddistinto da un’ampia offerta di contenuti di qualità , offerti, per lo più, in forma gratuita. Il digitale terrestre è, e deve rimanere (a differenza delle altre piattaforme trasmissive), una modalità  accessibile all’intera popolazione italiana. Mentre gli altri mezzi si stanno caratterizzando per un’ampia offerta di contenuti a pagamento, è essenziale che l’etere rimanga un mezzo destinato a tutti, anche ai meno abbienti. Se oggi la grande maggioranza della popolazione intende perfettamente l’italiano e lo parla discretamente lo si deve alla televisione generalista – ha concluso Calabro’ – E’ indispensabile che nel nuovo contesto tecnologico la piattaforma terrestre permanga un veicolo di fruizione della televisione a disposizione di ogni cittadini italiano. L’incremento dei canali, l’ampliamento dell’offerta di servizi, il miglioramento della qualità  della programmazione, la crescita pluralistica del sistema televisivo non possono essere appannaggio di pochi, ma devono essere a disposizione dell’intera nazione, per potersi tradurre in un reale momento di crescita economica, sociale e democratica dell’Italia”.

Mas

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