RADIO: GASPARRI, SERVE CONTROLLO ANCHE QUI ATTACCHI A PREMIER

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(AGI) – Roma, 23 gen. – “Ha ragione il Presidente Berlusconi a mettere sotto accusa una televisione con innumerevoli contenitori antiberlusconiani che infondono scetticismo e pessimismo nel Paese. Il fenomeno non si limita alla televisione, ma coinvolge massicciamente anche la radio” ha dice Maurizio Gasparri intervistato da Klaus Davi nel corso del programma web Klauscondicio. “Di qui, secondo Gasparri, la necessita’ di adottare dei meccanismi di controllo analoghi a quelli gia’ in uso per la televisione. Certo, la televisione – ha spiegato il senatore del Pdl – ha una sua efficacia comunicativa indiscussa, un maggior calore e, quindi, fa piu’ notizia, anche perche’ Berlusconi e’ un protagonista della vita di questo mezzo e perche’ quando abbiamo fatto le leggi, compresa la mia, c’e’ stata la rissa e la ressa attorno, dentro e fuori al tubo catodico. Ciononostante, la radio si e’ sempre difesa bene. Molti non si sono resi conto che i numeri non sono mai diminuiti, anzi semmai sono cresciuti, anche perche’ le radio, cosi’ come le tv, hanno moltiplicato la loro presenza. E’ vero che per molte la politica e l’informazione non sono centrali, ma in generale emergono degli aspetti di satira da non sottovalutare. Il passaggio radiofonico, e’ vero, viene percepito come meno polemico rispetto a quello televisivo, ne’ ci sono stati finora episodi eclatanti che abbiano attirato particolarmente l’attenzione, ma e’ fuori discussione che bisogna stare piu’ attenti e verificare che certi programmi non calchino troppo la mano contro il Governo”. Maurizio Gasparri si e’ detto pronto a perorare presso il premier la proposta di dar vita a una radio di governo, utile per meglio spiegare ai cittadini le proprie iniziative, magari sul modello di quanto contribui’ a realizzare negli Stati Uniti George Bush con i consorzi di network radiofonici. “E’ assodato – da detto Gasparri – che la gente si ricorda quello che ha sentito alla radio molto piu’ di quanto abbia visto alla tv. Non e’ un caso se da decenni i presidenti americani tengano dei discorsi trasmessi solo alla radio”.

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