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28 gennaio 2009 | 17:57

INTERNET:SOCIAL NETWORK,PROTEGGERE PRIVACY ANCHE FUTURA/ANSA

 
SPE:INTERNET
2009-01-28 16:15
INTERNET:SOCIAL NETWORK,PROTEGGERE PRIVACY ANCHE FUTURA/ANSA
GARANTE, DIFFICILE CANCELLARE DATI E RISCHI DURANO ANNI
MILANO
(di Alessandra Scanziani) (ANSA) – MILANO, 28 GEN – Nessuna demonizzazione dei social network, ma attenzione – raccomandano gli esperti – a mettere in rete foto sexy, informazioni sui propri gusti sessuali, religiosi, politici. Perché dai social network è difficile cancellare i dati immessi e a distanza di pochi anni ciò che poteva sembrare una ‘figata’, per usare un linguaggio caro ai giovani, può risultare svalutante. Soprattutto in un colloquio di lavoro. Uso consapevole e autotutela, quindi, fatti non in un’ottica contingente ma proiettata verso il futuro. Lo hanno consigliato Francesco Pizzetti e Mauro Paissan, rispettivamente presidente e componente del Garante per la Privacy, intervenendo oggi a una tavola rotonda, insieme ad alcuni professori, organizzata all’Università  Cattolica di Milano in occasione della Giornata Europea della protezione dei dati personali. Secondo una ricerca citata da Pizzetti, il 77% di chi recluta personale cerca possibili candidati sul web e il 35% di loro afferma di aver eliminato un candidato sulla base di informazioni scoperte navigando in rete. Stando a un altro sondaggio, citato da Paissan e fatto nel Regno Unito, quattro milioni e mezzo di ragazzi tra i 14 e i 21 anni rischiano di subire ripercussioni negative sul proprio futuro lavorativo determinate dalle tracce lasciate in Internet. E il 71% dei ragazzi non vorrebbe che un’università  o un eventuale datore di lavoro cercasse informazioni in rete su di loro senza che loro stessi abbiano potuto prima cancellare i contenuti immessi nei social network. “La protezione dei dati personali – ha insistito Pizzetti – é sempre più importante. Tutto diventa dato. E’ un elemento fondamentale di una società  che cambia a ritmi terrorizzanti e cresce man mano che cresce il mondo della videocomunicazione. Cresce quindi il ruolo delle autorità  e dei loro compiti”, che va dalla tutela dei dati all’affidabilità  dei server. Sono oltre 580 milioni le persone che,al giugno 2008, nel mondo hanno utilizzato siti dei social network. E Facebook è un caso emblematico con i suoi oltre 150 milioni di utenti (60 mln nel 2007; 6.481.280 profili personali in Italia). “E’ uno strumento utile e un giocattolo divertente – ha commentato Paissan – perché consente forme di comunicazione eccezionali”. Ma c’é un ma: “Come ogni cosa inventata dall’uomo, c’é una componente di rischio”. Infatti, ha spiegato Paissan, “quando divulghiamo immagini, non riflettiamo sul fatto che nella vita si cambia; invece la circolazione di immagini, che non ci corrispondono più, rimangono disponibili e incancellabili. I dati continuano ad essere conservati nei server del social network e una volta in rete diventano reperibili per decenni, senza che li si possa ‘neutralizzare’”. “La differenza sostanziale tra vecchi e nuovi media – ha fatto notare il professor Fausto Colombo – è che mentre la Tv aveva controllo sui contenuti ma non sul comportamento degli utenti, sulla rete è impossibile controllare i contenuti, ma il tracciamento dell’utente è complesso e permanente nel tempo”. Già  oggi, accanto al crescente numero di utenti del social network, “si registra un parallelo aumento delle richieste di uscita dalla rete – ha detto Paissan – soprattutto di persone che ormai hanno una loro visibilità ”. La chiave per ‘navigare’ sicuri, ha consigliato Paissan, “é un’auto-regolamentazione consapevole, proiettata nel futuro: l’anti-virus siamo noi. Occhio quindi a disperdere i dati personali in rete, per il resto – ha concluso – buon divertimento”. (ANSA).
SZ/ S0B S41 QBXH

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