TLC

05 febbraio 2009 | 18:48

CRISI:BIG SETTORE TELECOM A UE,NON AIUTI MA MENO REGOLE/ANSA

ECO:CRISI
2009-02-05 17:44
CRISI:BIG SETTORE TELECOM A UE,NON AIUTI MA MENO REGOLE/ANSA
OPERATORI PREOCCUPATI, A RISCHIO INVESTIMENTI IN NUOVE RETI
BRUXELLES
(di Ugo Caltagirone) (ANSA) – BRUXELLES, 5 FEB – Non aiuti di Stato ma, di fronte alla stretta creditizia, regole europee meno penalizzanti per gli investimenti nelle reti di nuova generazione. E’ la richiesta avanzata oggi alla Commisione Ue dai principali operatori europei del settore tlc, nel corso di un incontro al quale – oltre ai vertici di Telecom Italia, Telefonica, Deutsche Telekom, British Telecom – hanno partecipato il presidente dell’esecutivo europeo, José Manuel Barroso, la commissaria Ue alle Tlc, Viviane Reding, e quella alla concorrenza, Neelie Kroes. Si è trattato di un “incontro molto utile”, si è limitato a dire al termine il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri. Non c’é stato alcun accordo, ha quindi sottolineato la Commissione Ue, ma un “fruttuoso” scambio di vedute. Il vertice di altissimo livello è stato fortemente voluto sia dai big europei delle Telecom che dall’esecutivo europeo, per fare il punto sull’impatto della crisi sul settore delle tlc. Un impatto non così drammatico come per il settore auto. Ma che – hanno sottolineato gli operatori – preoccupa, soprattutto per il rischio che si blocchino gli investimenti nelle nuove reti a fibra ottica, come conseguenza dei minori flussi di cassa e delle crescenti difficoltà  sul fronte del credito bancario. Preoccupazione condivisa dall’esecutivo europeo, che nel suo piano di rilancio dell’economia – presentato lo scorso novembre – ha sottolineato come investire nelle reti di nuova generazione è fondamentale per favorire la ripresa economica del Vecchio Continente. Per questo i grandi gruppi europei delle tlc chiedono alla Commissione Ue di evitare misure regolatorie che taglino ancor di più i margini per gli investimenti. Investimenti nelle nuove reti che richiedono un’altissima disponibilità  di capitali e che sono caratterizzati da un’altrettanto elevata incertezza per quel che riguarda la risposta del mercato. Nel mirino, in particolare, le due raccomandazioni a cui Bruxelles sta lavorando da tempo: quella sull’accesso alle reti di nuova generazione e quella sulle tariffe di terminazione nei settori della telefonia fissa e mobile. Sul primo punto gli operatori temono che la Commissione voglia trasferire sulle nuove reti tutti gli obblighi esistenti per la rete tradizionale. Per questo si chiede “maggiore lungimiranza” e un intervento regolatore “più leggero” per chi investe nelle reti del futuro. Capitolo tariffe di terminazione, quelle che un operatore fa pagare per terminare sulla sua rete una chiamata partita da altri operatori: la Commissione Ue vorrebbe tagliarle del 70%, legandole ai costi effettivi sostenuti degli operatori e, dunque, armonizzando i criteri di calcolo dei costi tra i vari Paesi. Ma per i big della telefonia europea si tratta di un “taglio troppo drastico”, che in questo contesto di crisi rappresenterebbe un colpo di grazia sui flussi di cassa. Le tariffe di terminazione, infatti, rappresentano fino a un quinto degli introiti di alcuni grandi operatori europei, che lamentano il rischio di perdite fino a 14 miliardi di euro per l’intero settore europeo. Dunque, a Bruxelles si chiede un intervento più leggero, magari attraverso un sistema di transizione e un meccanismo di discesa delle tariffe più graduale.(ANSA).
CU/ S0A QBXB

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