Televisione, TLC

06 febbraio 2009 | 11:20

Telecom I.: scorporo rete senza Cdp (MF)

Telecom I.: scorporo rete senza Cdp (MF)

MILANO (MF-DJ)–La fusione Mediaset-Telecom? “L’ennesimo esercizio di fantafinanza fuori dal tempo”. L’accordo tra Murdoch e Telefonica? “Liberissimi di farlo, ma in ogni caso non sara’ preludio di alcuna rivoluzione per Telecom”. E lo scorporo della rete? “E’ un progetto sul tavolo da tempo, e per alcuni dei grandi azionisti un desiderata che oggi e’ tornato d’attualita’, ma una decisione non e’ dietro l’angolo”. Chi parla e’ un esponente di primo piano di uno dei grandi azionisti di Telco, che aggiunge: “Ove mai l’operazione di scorporo dovesse avvenire, l’obiettivo e’ portarla a buon fine senza l’intervento dello Stato, ne’ direttamente ne’ tramite la Cdp”.

Una dichiarazione esplicita, che, scrive MF, dovrebbe fare da spartiacque per capire il futuro dell’infrastruttura tlc. Lo stato dell’arte vede Francesco Caio impegnato a preparare in qualita’ di super consulente un documento per il Governo nel quale indicare la proposta migliore per la costituzione della Ngn, la rete di nuova generazione. Il progetto prevedrebbe la costituzione di una newco nella quale far confluire alcune societa’, dagli operatori di telefonia al Fondo F2i di Vito Gamberale fino alla Cassa Depositi e Prestiti. Ma Caio si sta occupando della rete di nuova generazione, mentre il progetto che starebbe prendendo piede tra alcuni grandi soci di Telco prevedrebbe una societa’ nella quale far confluire sia la vecchia rete (quella in rame, il vero asset del gruppo) sia la cosiddetta Ngn, ma senza societa’ riconducibili al ministero dell’Economia.

L’obiettivo, sostiene MF, potrebbe essere un private placement di una parte della newco infrastrutturale e la successiva quotazione. Le incognite sul progetto sono molteplici. Al primo punto ci sarebbe la resistenza dell’a.d. Franco Bernabe’ a uno scorporo della rete in rame, anche se e’ probabile che le posizioni potrebbero cambiare sotto la pressione dei grandi soci di Telco. In secondo luogo c’e’ la posizione di Telefonica, contraria a qualsiasi cessione dell’infrastruttura, considerata il motivo principale dell’investimento nella compagnia italiana. Gli iberici pero’, al netto di scenari di alleanze con Sky che al momento non sembrano cosi’ attuali, non si trovano nella condizione di poter dettare legge. L’ultimo problema riguarda la governance della nuova societa’.

Ipotizzando uno scorporo lo scoglio successivo sarebbe quello riguardante quote e timone di comando. L’uomo forse piu’ gradito a livello politico e’ Stefano Parisi, a.d. di Fastweb, che nella newco infrastrutturale potrebbe apportare la rete in fibra della sua societa’. Il discorso governance, conclude MF, in ogni caso sara’ quello piu’ spinoso da risolvere. red/pl

(END) Dow Jones Newswires

February 06, 2009 03:02 ET (08:02 GMT)

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