Televisione

06 febbraio 2009 | 18:37

TV: LEGGE GASPARRI, PROCEDURA INFRAZIONE UE VA AVANTI / ANSA

POL:TV
2009-02-06 17:11
TV: LEGGE GASPARRI, PROCEDURA INFRAZIONE UE VA AVANTI / ANSA
GENTILONI, MERCATO ANCORA CHIUSO; ROMANI, DIALOGO PROSEGUE
ROMA
(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 6 FEB – La procedura aperta nel luglio 2006 dall’Unione europea contro l’Italia sulla legge Gasparri va avanti: Bruxelles lo ha confermato ieri con una lettera indirizzata al sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, e firmata dalle commissarie alla Concorrenza Neelie Kroes e ai Media Viviane Reding. Ma Romani precisa: il dialogo “costruttivo” con Bruxelles prosegue e punta ad “arrivare a un risultato positivo”. Nel mirino dell’Europa sono finite le norme della Gasparri (assorbite poi nel Testo unico della radiotelevisione) che favoriscono gli attuali operatori analogici, in particolare Rai e Mediaset, nel passaggio al digitale. La procedura avviata dalla Commissione è già  alla seconda fase, quella del parere motivato, con la richiesta di una serie di chiarimenti al governo italiano, pena il deferimento del nostro Paese davanti alla Corte di Giustizia Ue del Lussemburgo. Nell’ultima comunicazione inviata a Bruxelles il 13 gennaio – come anticipa oggi La Repubblica – Romani ha proposto come soluzione l’assegnazione di cinque multiplex digitali (ognuno da cinque canali) a Rai e Mediaset; il resto andrebbe alle altre emittenti e altri cinque multiplex verrebbero messi a gara. Alle aste, però, sarebbero ammessi anche i due ‘big’, la tv pubblica e il Biscione, ai quali sarebbe ancora riservata, a giudizio della Commissione, una posizione di privilegio: di qui la richiesta delle commissarie Kroes e Reding di cambiare i criteri previsti. “Come volevasi dimostrare: la procedura di infrazione Ue contro la Legge Gasparri non è stata affatto archiviata e la mancata apertura del mercato delle frequenze è una grave ipoteca sulla transizione al digitale nel nostro paese”, commenta il responsabile comunicazione del Pd Paolo Gentiloni. Per l’ex ministro delle Comunicazioni, la Ue conferma anche che il cosiddetto decreto Romani, ovvero le norme sulle frequenze approvate dal Parlamento a giugno scorso, “non serviva a chiudere la procedura. Ora bisogna tornare alla logica di apertura del mercato che ispirava il disegno di legge del governo Prodi”. Rompendo l’abituale riservatezza che ha sempre caratterizzato la trattativa con Bruxelles, Romani replica che “in nessun momento è stata messa in discussione dall’Ue la legittimità  e l’efficacia del decreto del giugno scorso, così come nessuno ha mai detto che la procedura di infrazione fosse archiviata”. Piuttosto il dialogo “costruttivo” va avanti, come dimostra il fatto che le commissarie Reding e Kroes nella lettera di ieri propongono “un incontro al più presto nello spirito di cooperazione con cui si sono tenute finora queste discussioni”. Il sottosegretario rivendica l’impegno del governo su un dossier “rimasto a lungo nei cassetti del ministero” e sul fronte dell’”apertura del mercato tv”. Anzi, da ambienti di largo Brazzà  filtra anche un cauto ottimismo sulla possibilità  che la vicenda arrivi a una composizione. (ANSA).
MAJ/ S0A ST1 QBXB

Comments are closed.