Televisione

07 febbraio 2009 | 15:23

RAI: CAPPON, NON ESISTE ‘RAISET’,SOSPETTO ACCORDI E’ IMPROPRIO

RAI: CAPPON, NON ESISTE ‘RAISET’,SOSPETTO ACCORDI E’ IMPROPRIO
(AGI) – Roma, 7 feb. – Non esiste ‘Raiset’, la Rai e’ competitore di Mediaset, e viceversa, cosi’ come la Rai e’ concorrente di Sky e viceversa. Il che non significa pero’ che non posano esserci forme di collaborazione con l’uno o con l’altro, competendo di conseguenza con l’uno o con l’altro. E dunque la politica non pensi ad accordi, e’ improprio sospettarne l’esistenza. Claudio Cappon, direttore generale Rai in uscita – stando alla prassi dei rinnovi di vertice dell’azienda di viale Mazzini – difende ‘TivuSat’, la piattaforma satellitare gratuita e comune per Rai, Mediaset e Telecom con La7 che dovrebbe partire da qui a pochi mesi. Lo fa in un’intervista al quotidiano l’Unita’, in edicola oggi, dove spiega che la piattaforma e’ frutto della proposta lanciata dal DGTVi, il consorzio per il digitale in Italia di cui fanno parte Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, le emittenti locali raggruppate nella FRT e in Aeranti-Corallo, un’idea lanciata otto mesi per assicurare la copertura del segnale sull’intero territorio nazionale nel momento in cui ci sara’ il passaggio al digitale. (AGI) Vic (Segue)
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(AGI) – Roma, 7 feb. – Un accordo “tecnologico e promozionale” e non editoriale, spiega Cappon, accordo che ha come riferimento appunto lo switch off, il passaggio in tutta Europa dall’analogico al digitale. La Ue ha fissato per il 2012 questo cambiamento epocale, in Italia e’ gia’ realta’ nell’intera Sardegna ed ora comincera’ a muovere i primi passi in Vale d’Aosta, quindi Trentino ed entro l’anno nel Lazio cominciando con il segnale di Raidue e di Rete4 che potra’ aversi solo con il digitale. Alla domanda pero’ se toglierebbe i canali Rai dalla piattaforma Sky, il direttore generale di viale Mazzini risponde che l’attuale vertice Rai ha impostato “le condizioni strategiche, economiche, tecnologiche perche’ la questione possa essere affrontata al meglio dal nuovo vertice per un cambiamento che si prospetta enorme dopo 50 anni”. Quanto alla proposta del Pd di mutare i criteri di nomina dei componenti del Cda per avere una ‘governance’ meno legata alla politica, o ai partiti, Cappon dice che senz’altro “il sistema di governance deve cambiare, perche’ non corrisponde alle necessita’ dell’azienda”. Ma piu’ che guardare ai criteri di nomina, il mutamento si rende necessario se si guarda invece all’insieme delle regole aziendali, perche’ “nel complesso queste sono pensate soprattutto per mantenere un equilibrio di poteri nella rappresentanza”. Cappon spiega che “sono regole statiche, non al passo con il cambiamento del panorama tv”. E piu’ che chiedersi se sia necessario o meno l’amministratore unico, come lo ipotizza Veltroni, il direttore generale dice che “il problema e’ un altro: la Rai e’ un’azienda in competizione o un’amministrazione pubblica? I nostri processi (aziendali, ndr) sono troppo lenti, si rischia sempre un ricorso al Tar o una denuncia alla Corte dei Conti. Possibile che i poteri del direttore generale siano fissati per legge? La Rai corre il pericolo di essere emarginata rispetto alla grande tv”. E quindi “se voglio tenere Fiorello devo poterlo trattare come gli altri tutti chiedono alla Rai qualita’, ma questa si paga”. Infine i conti 2009: “Sara’ un anno difficilissimo con una previsione di perdita al momento di 29 milioni per il calo della pubblicita’, in flessione dal 2000. Il bilancio 2008 non e’ ancora chiuso: saremmo stati in pareggio o in utile senza la crisi. Ma abbiamo contenuto drasticamente la perdita con interventi sui costi. Il canone, la risorsa pubblica, e’ modesta, la piu’ bassa d’Europa, per tutti i servizi che offre la Rai, dalla radio al web al digitale. O si punta sulla risorsa pubblica, oppure, se il nostro introito e’ costituito per meta’ dalla pubblicita’, dobbiamo fare dei programmi che l’attraggano”. Quanto al suo futuro di manager, Cappon si dice sereno e pronto a ricominciare da un’altra parte. (AGI) Vic

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