Televisione

16 febbraio 2009 | 14:00

Freccero: Io a Raiuno? Subito, ma tornerei anche a Mediaset Politica metastasi per Rai. Bonolis a Sanremo meglio di Baudo

Freccero: Io a Raiuno? Subito, ma tornerei anche a Mediaset
Politica metastasi per Rai. Bonolis a Sanremo meglio di Baudo

Roma, 16 feb. (Apcom) – Non ci penserebbe due volte a sedere sulla poltrone di Fabrizio Del Noce alla guida di Raiuno ma tornerebbe volentieri anche a lavorare col Biscione. Carlo Freccero, ex direttore di Raidue e Italia1, ora plenipotenziario di Raisat, si candida alla guida dell’ammiraglia Rai ma non scarta un ritorno a Mediaset. “Se andrei a dirigere Raiuno?
Subito!”, assicura intervistato da Klauscondicio. Quanto a Mediaset: “Devo dire la verità : io ci tornerei volentieri. In quell’azienda mi sono trovato molto bene. Berlusconi sa molto bene di televisione. Personalmente credo che Berlusconi mi abbia fatto lavorare solo perché portavo audience. D’altra parte, se non avesse saputo fare televisione, non sarebbe al punto in cui è arrivato”.

Nell’intervista, Freccero non rinuncia a tracciare la linea editoriale di Rai4, il nuovo canale digitale di Viale Mazzini, che sta incassando buoni risultati nonostante i pochi sforzi della Rai: “La Rai fa poco per promuovere in modo più deciso il proprio digitale. Lo vediamo confrontando i nostri promo con quelli che invece vanno in onda sulla tv generalista da noi”.
Tuttavia, non mancano “i successi di ascolto e di immagine raccolti da Rai 4″, dovuti a vari motivi: “Ricordiamo in primis – sottolinea il direttore – che le trasmissioni sono iniziate durante l’estate, periodo di stanchezza della tv generalista. Noi ci siamo infilati cercando di fare un mix tra Sky e le reti a pagamento Mediaset, quindi con molta furbizia. Facendo una rete che mescola film e serie. La cosa curiosa oltretutto è che le abbiamo dato un’impaginazione molto moderna, molto contemporanea.
Non solo. Altro aspetto interessante è quello di aver cercato di recuperare tutto il mondo del Net. Io mi sono rivolto a loro naturalmente proprio per far sì che la pubblicità  non venisse fatta attraverso le reti generaliste o attraverso i giornali, ma soprattutto attraverso il Net. È una tv che, in qualche modo, è il fuori campo della tv generalista e si avvicina di più al mondo Sky”. Con un occhio al futuro: “Rai 4 darà  spazio a nuovi talenti e a nuovi programmi”.

Freccero critica poi l’interferenza della politica sulla Rai, concordando con chi parla di “una metastasi” per l’azienda e puntando il dito contro “l’anomalia” italiana: “Credo che la cattiva informazione sia una cosa terribile. Lei pensi l’anomalia che c’è in Italia di fare quella nota politica, dove vengono raccolti tutti quanti i personaggi della giornata”. Ma l’ex enfant prodige della tv non risparmia critiche ai volti della tv, distribuendo promozioni e bocciature: Vespa? “Ha grandi pregi, perché è il talk nella sua versione istituzionale, ma imbalsama i suoi personaggi”. Lucia Annunziata? “Fa un programma che risente molto dell’impostazione di una giornalista della carta stampata.
Penso però che lavoreremmo bene insieme. Di contro ha fatto un errore ad attaccare Santoro. Quando si è ospiti di un programma, non si può dire al conduttore ‘non sai fare le domande’”. Minoli?
“La sua televisione è un’ottima televisione, classica, di servizio pubblico. Che però non si misura mai con le battaglie dell’audience”.

Ancora, Giletti “è bravo” ma non “deve sindacare” e Chiambretti “deve ancora evolversi”. Promozione per Simona Ventura, “è la migliore per i reality show”; per Amici di Maria De Filippi, “è studiato molto bene. Maria è una grande professionista”; per il deus ex machina di Striscia la notizia, Antonio Ricci, “bravissimo”. Poi, due profezie: “Possiamo stare certi che Daria Bignardi in Rai funzionerà  in prima serata”, e il Sanremo targato Bonolis sarà  un successo: “Baudo è il re della domenica pomeriggio. Non capisco perché debba sempre essere al centro dell’attenzione”. In questo senso, “Bonolis è meglio, forse anche rischiando di più. Bonolis può fare anche qualche pasticcio, meglio alcuni pasticci che queste cerimonie liturgiche”.

Roma, 16 feb. (Apcom) – Freccero, che assicura di non aver “mai avuto appoggi da nessuna parte politica” e avverte la ‘sinistra televisiva’, “deve fare il suo mestiere: portare ascolti e qualità , non voti ai partiti”, non rinuncia a un commento sulla situazione politica attuale, con uno sguardo al Pd: “Se Veltroni mi chiedesse una mano, gliela darei”, assicura, osservando che “ci sono due problemi importanti: il primo è che il PD nasce da una fusione tra due grandi narrazioni, che erano appunto la narrazione della DC e la grande narrazione del PCI. Ed è molto difficile mettere assieme due romanzi così complessi. Seconda cosa, come ci insegna ormai tutta la politica di adesso, è che tutto passa attraverso la figura del leader, che dovrebbe rappresentare le idee del partito. E c’è il problema che questo leader deve innanzi tutto vendere una sua biografia, deve vendere una grande storia. Se noi analizziamo oggi la situazione in tutto il mondo, Obama cos’è? È un grande romanzo. E, prima di vincere la sua battaglia, ha venduto la sua autobiografia; Putin e Berlusconi lo stesso”.

Tuttavia Freccero, che assicura di non aver mai votato a destra, non concorda con chi crede che Veltroni “sia un leader finito”.
E, comunque, per il futuro meglio una faccia nuova: “Personalmente avrei candidato Cuperlo a leader del PD e non Bersani. Perché è più giovane, perché è molto curioso, molto preparato. Io avrei fatto un salto di una generazione, sarei passato a uno più giovane”. Anche se, ammette, “Bersani sulle cose tecniche è molto bravo. Bersani non è un romanziere, ma è veramente un manager della politica precisa. La Finocchiaro è molto brava, però mi sembra più una tattica, più parlamentare.
Ecco, è a causa della Bindi che c’è stato questo equivoco di poter amalgamare in qualche modo il romanzo DC con il romanzo del PCI. Perché la Bindi, quando parla, sento che è l’unico momento in cui non sento fusione fredda. La Bindi ha questo pregio: è la prova dell’esistenza del Pd”.

In sintesi, per Freccero “il PD è una grossa X. Bisogna vedere se si scompone o rimane unito. Se ci sarà  una scomposizione a Destra, Rutelli avrà  un ruolo molto importante. Se ci sarà  una scomposizione a Sinistra, D’Alema avrà  un ruolo molto importante.
Il vero problema del PD è che è avvenuta troppo in fretta la cosa”. Quanto alle tv del Pd, Ferrero ammette di “averle viste poco”.

Poi, un occhio al di là  di Viale Mazzini, al terzo polo: “La7 morirà ? Non so. Bisogna capire che cosa vuol fare la Telecom. Io so che la Telecom lavora non tanto sulla tv generalista, quanto sulla Iptv. Se vuole saltare questo giro per pensare già  al futuro, questi sono i temi importanti. Può darsi che la strategia de La7 sia quella di saltare il rapporto tra tv analogica e digitale per pensare direttamente al futuro anteriore, quindi in qualche modo alla Iptv”. Infine, le ipotesi di nuove epurazioni: “Non credo che Berlusconi voglia chiudere qualcuno, me lo auguro almeno. Nella nuova Rai c’è assolutamente spazio per Santoro.
Santoro e la Gabanelli sono indispensabili, in tv c’è bisogno dell’investigazione. La Gabanelli ha un’investigazione che passa più attraverso il racconto-filmico; Santoro invece mescola l’investigazione attraverso il talk show. Quella puntata che ha fatto così scandalo, io devo dire che non era così scandalosa.
Quando il Tg non fa vedere le immagini di Gaza… bisogna mostrarle, poi criticarle, capirle, ma prima di tutto mostrarle.
Berlusconi dovrebbe capire che la censura è stato il suo errore.”

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