Editoria

16 febbraio 2009 | 16:02

Università / Costanzo dottore in giornalismo ad honorem allo Iulm

Università / Costanzo dottore in giornalismo ad honorem allo Iulm

“Ho iniziato a 17 anni, oggi ho lo stesso entusiasmo ma senile”

Milano, 16 feb. (Apcom) – L’università  milanese di lingue e comunicazione Iulm ha conferito una laurea magistrale honoris causa in Giornalismo, editoria e multimedialità  all’autore-conduttore radiotelevisivo Maurizio Costanzo. “Ai ragazzi – ha detto il neolaureato alla platea di giovani, tra i quali il figlio Saverio – auguro di intraprendere un lavoro che piaccia loro. Io ho iniziato a fare il giornalista a 17 anni e anche adesso ho lo stesso entusiasmo di allora. Oggi però è quello tipico senile. L’entusiasmo è quello che ti fa andare avanti”.

Costanzo “è un palinsesto vivente” ha detto il sociologo Albero Abruzzese, al quale è spettato il compito di pronunciare la laudatio dal titolo “Costanzo ovvero l’infinito intrattenimento”.
A suo parere “non è un autore nel senso ristretto del termini, come si dice per chi ha scritto in libro o diretto un film, ma lo è in senso etimologico, come si dice per chi accresce le risorse e l’operare di molti, come si dice di chi non si limita a creare un proprio testo, ma ha l’intelligenza e la volontà  di governare l’intero sistema espressivo nel quale i testi, suoi e di altri, si inseriscono e si rigenerano”.

“Il Maurizio Costanzo Show – ha aggiunto il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi – è stato come un romanzone d’appendice che è riuscito a mettere in scena l’Italia, con i suoi vizi e le sue virtù, come mai era stato fatto prima. Il palco del Parioli è stato un po’ come un lettino dello psicanalista. Costanzo ha messo in scena un pezzo della storia italiana. La storia è anche rappresentazione e viceversa”. La televisione, ha continuato il ministro, “contrariamente a quanto ritiene il senso comune, è fatta di parole. Ci sono certo anche le immagini, ma è la parola che ammalia i telespettatori. In fondo anche i reality, non fanno altro che mettere in scena delle lunghe chiacchierate, purtroppo spesso di poco valore e dubbio gusto. Costanzo è stato il re della parola, del talk show”.

Nella sulla lectio doctoralis dal titolo “Comunicare è vita” Costanzo ha accennato al peso delle nuove tecnologie nel panorama dei mezzi di informazione di massa, ma soprattutto ha ricordato alcune tappe della sua lunga e variegata carriera e ha infine dedicato il riconoscimento ai suoi genitori: “Sono figlio unico di due impiegati dello Stato. Erano fanatici del posto fisso e, pur non capendo, mi hanno consentito di fare il giornalista anche quando smisi giurisprudenza a Roma dopo due anni. Devo a loro la possibilità  di avere fatto questo mestiere”.

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