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18 febbraio 2009 | 11:18

BARCELLONA: TELEFONINO MOLLA PER BATTERE CRISI GLOBALE/ANSA SETTORE PUO’ESSERE MOTORE RIPRESA DICONO GRANDI TELEFONIA MOBILE

BARCELLONA: TELEFONINO MOLLA PER BATTERE CRISI GLOBALE/ANSA
SETTORE PUO’ESSERE MOTORE RIPRESA DICONO GRANDI TELEFONIA MOBILE
BARCELLONA
(Di Francesco Cerri) (ANSA) – BARCELLONA, 17 FEB – E’ crisi globale anche per il mondo del telefonino, ma molto meno che altrove, e il settore si propone anzi come la molla dell’innovazione che potrà  accelerare l’uscita del pianeta dal tunnel della recessione: questo il messaggio che i ‘signori’ della telefonia mobile lanciano questa settimana dal Wmc di Barcellona, la grande kermesse annuale dedicata al telefonino, presenti 1300 imprese, decine di migliaia di operatori, legioni di giornalisti. In crescita esponenziale da 10 anni, la telefonia cellulare prevede un rallentamento nel 2009. Le vendite di cellulari dovrebbero calare fra il 4 e il 10% (rispetto a 1,2 miliardi del 2008), le nuove utenze subire una flessione nella crescita, dal 18,5% al 12,7%, ma restare comunque in positivo. I provider di attrezzature e infrastrutture prevedono a loro volta un calo di attività  fra l’8 e il 12%, secondo l’ad di Alcatel Lucent Italia Stefano Lorenzi. Ma, soprattutto nei Paesi ‘ricchi’, il calo delle vendite globali per i fabbricanti dovrebbe essere compensato dalla crescita di quelli dei prodotti più cari, gli ‘smartphone’, sempre più complessi e ‘intelligenti’. Tra i Paesi emergenti si prevede che il boom di Cina e India continui a trainare il mercato, con un ancora enorme potenziale di ulteriore sviluppo. In un anno, ha detto a Barcellona il presidente di China Telecom, Wang Jianzhou, gli utenti cinesi sono cresciuti di 88 milioni di unità , superando il mezzo miliardo. In una sola giornata si scambiano 1,5 miliardi di sms, 200 milioni di utenti scaricano musica, 40 milioni ‘chattano’ con il telefonino. Certo, il calo dei consumi che colpisce tutti i paesi non potrà  non scalfire anche la telefonia cellulare. Ma i ‘grandi’ della telecom mondiale mantengono un prudente ottimismo. “Non possiamo permetterci il lusso di non fare dell’industria delle telecomunicazioni il principale motore della ripresa economica”, ha avvertito oggi il patron del gigante spagnolo telefonica, Cesar Alierta. Il settore, ha aggiunto, “ha un effetto moltiplicatore sull’economia ed è uno di quelli che maggiormente contribuiscono al Pil e alla creazione di lavoro” e oltretutto, ha puntualizzato, “é storicamente un settore deflazionario”. Un messaggio analogo è venuto da Franco Bernabé, di Telecom Italia: “l’evoluzione della banda larga mobile evidenzia come gli investimenti intrapresi dagli operatori costituiscono il fondamento per la crescita di un intero ecosistema”. Gli investimenti multimiliardari previsti un po’ ovunque per la nuova rivoluzione della banda larga mobile, del telefonino che si trasformerà  progressivamente in nuovo centro di comando della nuova società  dell’informatica, dovrebbero trainare il rilancio dell’economia, dicono i signori delle tlc. In Italia, spiega Lorenzi, con circa 1 miliardo nel giro di 2-3 anni si potrà  dare copertura al 15% della popolazione, creando lavoro e ricchezza. I dati sembrano sorreggere il relativo ottimismo del settore. Nei giorni scorsi è stato raggiunto il record storico di 4 miliardi di connessioni nel mondo, il potenziale di crescita del mercato, qualitativo in Occidente, quantitativo anche nei paesi meno ricchi, rimane enorme. Per le aree più remote dell’emisfero sud si prevede di lanciare reti di telefonia cellulare con l’aiuto dell’energia solare o di usare il telefonino, dove non ci sono le banche, quale strumento di pagamento. Nel sud del pianeta si ritiene che più di 2 miliardi di persone ancora non usino, e non posseggano un telefonino. Con l’aiuto anche dei pannelli solari i ‘signori’ del cellulare prima o poi arriveranno fino a loro.

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