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19 febbraio 2009 | 11:19

TLC: GRANDE ARMATA CINESE A KERMESSE DI BARCELLONA/ANSA PER GIGANTI TELECOM PECHINO CRISI E’ OPPORTUNITA’ ESPANSIONE

TLC: GRANDE ARMATA CINESE A KERMESSE DI BARCELLONA/ANSA
PER GIGANTI TELECOM PECHINO CRISI E’ OPPORTUNITA’ ESPANSIONE
BARCELLONA
(Di Francesco Cerri) (ANSA) – BARCELLONA, 18 FEB – E’ l’anno dei cinesi alla kermesse mondiale del telefonino in corso questa settimana a Barcellona: mai come in questa edizione la presenza dei colossi telecom della Repubblica Popolare è stata tanto forte e visibile. Il logo di Zte, il global provider di Shenzhen, spicca sulle borse ufficiali del Wmc, il Congresso mondiale della Telefonia cellulare della capitale catalana, quello della Huawei, fondata nel 1988 dall’ufficiale Ren Zheng dell’Esercito di liberazione del popolo, ora colosso mondiale dei dispositivi di comunicazione, decora la sala stampa, che la società  sponsorizza. Huawei ha comprato anche a piene mani pagine intere della rivista ufficiale del Congresso. E Wang Jianzhou, il presidente di China Mobile, 400 milioni di abbonati, è stato accolto dagli organizzatori con rango di stella indiscussa del congresso. Questo mentre nei viali della Fiera di Barcellona, sede del Congresso, la recessione globale quest’anno ha iniziato a farsi sentire. Meno operatori, probabilmente i 50.000 dell’anno scorso non saranno raggiunti, meno pubblicità , meno signorine poco vestite a reclamizzare i prodotti. Ma i colossi cinesi, sorretti da un incredibile mercato interno (più di mezzo miliardo di utenze cellulari, in aumento al ritmo di oltre 80 milioni all’anno secondo Jianzhou, non sembrano preoccupati dalla crisi globale. I volumi di traffico – 1,6 miliardi di sms al giorno – e il potenziale ancora enorme di sviluppo del mercato interno danno serenità . Anzi, la crisi potrebbe aprire prospettive nuove di espansione sul mercato mondiale, ha fatto sapere a Barcellona il presidente di China Mobile, già  alleato con Vodafone (che detiene il 3,3% del gruppo cinese). Il colosso di Hong Kong finora si è limitato a comprare la pachistana Paktel, ribattezzata Zong. Ma ora, con la crisi, le cose potrebbero cambiare: “Fino a due anni fa i prezzi erano troppo alti. Ora che sono in netto calo, le opportunità  di acquisto sono buone” ha avvertito Jianzhou. I mercati asiatici e dell’ emisfero sud sono i primi obiettivi naturali dei ‘signori’ del telefonino cinese. Ma non solo. Huawei è già  fornitore della maggior parte degli operatori occidentali, in particolare di modem. La pressione dei cinesi, che propongono bassi prezzi, è temibile conferma l’ad di Alcatel Lucent Italia Stefano Lorenzi. E sui mercati a grande penetrazione cinese, l’Africa, l’America Latina, oggi in forte sviluppo, la loro presenza è in forte crescita. Non a caso oggi Zte ha lanciato al Wmc il primo telefono a ricarica solare low cost, il Coral-200-Solar, meno di 32 euro. Obiettivo: i mercati dell’emisfero sud, meno ricchi, dove due miliardi di persone ancora non usano il telefonino, molti anche perché l’accesso all’elettricità  è aleatorio. Prima o poi saranno anche loro consumatori.

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