Televisione

19 febbraio 2009 | 18:00

RAI: VIGILANZA; PRESENTATO RICORSO VILLARI A CONSULTA

POL:RAI
2009-02-19 13:59
RAI: VIGILANZA; PRESENTATO RICORSO VILLARI A CONSULTA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 19 FEB – Il senatore Riccardo Villari, assistito dall’avvocato Antonio Baldassarre, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale, secondo quanto si è appreso, sollevando il conflitto di attribuzione contro le decisioni dei presidenti della Camera e del Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, a seguito dello scioglimento della commissione parlamentare di Vigilanza e della sua rimozione da presidente. Baldassarre, già  presidente del CdA Rai nel 2002 e in precedenza presidente della Corte costituzionale, ha depositato ieri mattina il ricorso, cioé una relazione di 37 cartelle. La procedura prevede che la Corte costituzionale si riunisca in camera di consiglio per valutare l’ammissibilità  del ricorso. In caso positivo, notificherà  la decisione ai presidenti di Camera e Senato. Diversamente, la procedura viene chiusa. (ANSA).
CLA/ S0A QBXB
POL:RAI
2009-02-19 16:18
RAI: VIGILANZA; PRESENTATO RICORSO VILLARI A CONSULTA (2)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 19 FEB – Il ricorso contesta che i presidenti di Camera e Senato abbiano il potere di rimuovere il presidente e di sciogliere “un organo di rilievo costituzionale”, cioé la Commissione di vigilanza Rai, spiega Baldassarre. E fa seguito alla decisione, quella appunto di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Consulta, che Villari e gli altri due commissari “resistenti” (Marco Beltrandi e Luciano Sardelli) presero a nome della Commissione, a due giorni di distanza dal suo scioglimento da parte di Schifani e Fini. Non è la prima volta che una Commissione parlamentare è parte di un conflitto di attribuzioni: “é già  successo proprio alla Vigilanza per la revoca del consigliere Rai Angelo Maria Petroni”, ricorda Baldassarre. Sui tempi della possibile pronuncia della Corte costituzionale sul ricorso contro lo scioglimento della Vigilanza, Baldassarre non si sbilancia. Ricorda che quando era lui presidente della Consulta mediamente ci volevano 15-20 giorni per decidere sull’ammissibilità  di un conflitto tra poteri dello Stato, che gode rispetto agli altri tipi di ricorsi, di una “corsia preferenziale”. E poi ancora tre-quattro mesi per arrivare alla decisione sul merito. Tempi che però potrebbero essere molto più lunghi, se si tiene conto che proprio sul caso Petroni il conflitto è stato dichiarato ammissibile quasi due anni fa e che solo martedì prossimo ci sarà  l’udienza pubblica per la discussione. (ANSA).
FH/ S0A QBXB

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