SALUTE: STUDIO, UTENTI FACEBOOK A RISCHIO CANCRO E ICTUS

SALUTE: STUDIO, UTENTI FACEBOOK A RISCHIO CANCRO E ICTUS
(AGI) – Londra, 19 feb. – Tumori, ictus, patologie cardiache e problemi mentali. Sono gli effetti che potrebbe avere una frequentazione eccessiva dei social networks su internet, a partire dal piu’ grande e famoso, Facebook. E’ la dichiarazione-choc dello psicologo Aric Sigman, che ha esposto la sua tesi sulla rivista Biologist dell’Istituto inglese di Biologia. Facebook e simili, secondo l’esperto, riducono il contatto fisico tra le persone, con enormi effetti biologici: il maggiore isolamento potrebbe modificare il modo in cui i geni funzionano e sconvolgere le risposte immunitarie, i livelli ormonali e la funzionalita’ delle arterie. Compromettendo anche le prestazioni mentali. Tutti effetti negativi che, spiega Sigman, potrebbero aumentare il rischio di cancro, ictus, malattie cardiache e demenza. I siti di social networks, secondo lo psicologo, sono quindi molto pericolosi: nati per unire le persone (consentendo lo scambio di testi, immagini, video) rischiano di fatto di allontanarle, rendendole sempre piu’ isolate. Non a caso, riporta lo studio, il numero di ore trascorse dalle persone parlando faccia a faccia con qualcun altro e’ drasticamente sceso dal 1987, da quando sono diventati di uso piu’ comune i computer. In due decenni, il numero di persone che dichiara di non avere nessuno durante il giorno con cui parlare “vis a vis” e’ addirittura triplicato. Ma scrivere una mail, segnala Sigman, non e’ la stessa cosa dell’interagire di persona. I livelli di ormoni come l’ossitocina, la “molecola delle coccole”, cambiano notevolmente a seconda che le persone siano in contatto diretto o meno. E numerosi geni fondamentali (ben 209), compresi quelli che regolano il sistema immunitario, la proliferazione delle cellule e le risposte allo stress, agiscono diversamente in base a quanta interazione sociale si ha con altre persone. “I siti di social networking – chiosa lo psicologo – dovrebbero consentirci di abbellire e allargare la nostra vita sociale, ma il risultato finale e’ molto diverso”.

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