Editoria

20 febbraio 2009 | 17:47

Politkovskaya/ Fnsi: Assassini di giornalisti impuniti in Russia

Apc-Politkovskaya/ Fnsi: Assassini di giornalisti impuniti in Russia
“Martire e simbolo impegno per libertà  informazione”

Roma, 20 feb. (Apcom) – La Federazione nazionale della stampa italiana commenta duramente, in una nota, gli esiti del processo svolto a Mosca per il delitto Politkovskaya. “E’ sconcertante e grave – scrive la Fnsi – che gli assassini dei giornalisti in Russia continuino a restare impuniti. La sentenza che ha assolto tutti gli imputati dell’omicidio di Anna Politkovskaya conferma il favore di cui gode in Russia chi si è macchiato di un crimine enorme: l’uccisione di una giornalista ‘normale’, ancor più che coraggiosa, che ha preteso di raccontare vicende importanti e delicate della vita del proprio Paese, attentati ai diritti civili, la verità  dei fatti osservati, trovandosi solo per questo nel mirino”.

“Anna Politkovskaya – si legge ancora nella nota – è una martire e un simbolo dell’impegno professionale per la libertà  d’informazione, su cui tutto il mondo deve tenere accesi i riflettori per esigere dalla giustizia russa una svolta. Sono oltre 200 i giornalisti morti ammazzati negli ultimi 15 anni in Russia. Un anno e mezzo fa i giornalisti di tutto il mondo, durante il congresso della Federazione Internazionale (Ifj) a Mosca, visitarono l’orribile mostra dedicata ai colleghi che erano caduti senza che per loro fosse mai stato punito un colpevole, e denunciarono con sdegno la delicata condizione in cui erano costretti ad operare i giornalisti russi”.

Secondo il sindacato dei giornalisti “gli ‘scomodi’ (per i poteri forti, per le mafie, per i servizi segreti?) erano ad alto rischio. Si è creata una rete di solidarietà  internazionale alla quale la Fnsi continua a partecipare, perché sdegno, orrore, potere della denuncia abbiano comunque cittadinanza nei media del mondo e perché la comunità  internazionale si assuma le sue responsabilità  affinché in Russia cada la regola dell’impunità , di fatto sin qui affermata. Certamente sgomenta la sentenza di ieri perché certifica ancora una volta l’assenza di un colpevole, mentre giornalisti testimoni di verità  continuano a cadere per l’unica colpa di aver raccontato gli abusi, le proteste, i diritti civili violati. Proprio un mese fa era stata uccisa in un agguato Anastasia Baburova, praticante nello stesso giornale di Anna Politkovskaya, la Novaya Gazeta, e considerata sua erede”.

“Si tratta di una situazione intollerabile. Il pubblico – sottolinea ancora il comunicato della Fnsi – ha diritto di protestare e i giornalisti hanno il dovere di riferirne e di informare i cittadini: un’opera normale in un Paese civile, in Russia sta diventando una provocazione che si può pagare con la morte. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana – conclude la nota – esprime solidarietà  ai colleghi russi e al loro sindacato, resta al fianco del movimento internazionale dei giornalisti e invita le autorità  del nostro Paese a far conoscere alle autorità  russe i sensi della diffusa critica e dello sgomento dell’opinione pubblica italiana”.

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