Editoria, Televisione

23 febbraio 2009 | 15:34

Tv/ Mentana: Mediaset sempre piu’ vicina a sorti parte politica

Tv/ Mentana: Mediaset sempre piu’ vicina a sorti parte politica

“Equilibrio tra commerciale e servizio pubblico è venuto meno”

Roma, 23 feb. (Apcom) – Mediaset sempre più vicina alla politica, sempre meno interessata all’informazione: è il ritratto del network che Enrico Mentana, intervistato dal periodico Pocket, dipinge dopo le sue dimissioni da direttore editoriale del gruppo. “A Mediaset – dice il giornalista – è scemato l`interesse per l`informazione giornalistica. E` un processo che ho progressivamente visualizzato e che si è accelerato con la nuova generazione del gruppo dirigente”.

“Si è puntato – spiega Mentana – sulla ricerca di audience, sui proventi della raccolta pubblicitaria, sulla ricerca dell`incasso per l`incasso. L`insieme dei canali Mediaset non offre un programma di informazione in prima serata. Per di più gli appuntamenti di news di seconda serata come Matrix, Terra, lo stesso Costanzo Show, che pur è una cosa diversa dal puro programma di informazione, sono stati relegati oltre la mezzanotte”. Secondo Mentana “c`è stato un allontanamento dalla mission di Mediaset, di Canale 5 in particolare. L`equilibrio tra fascino commerciale e responsabilità  di servizio pubblico è progressivamente venuto meno. Oggi si constata una maggiore compenetrazione con le sorti di una parte politica del Paese. Più intensa dopo il ritorno del centrodestra al governo? Si può dire che le ragioni del proprietario sono tenute in conto dalla dirigenza”.

Mentana non si stupisce della mancata telefonata di Silvio Berlusconi: “Non lo sento da mesi, e in ogni caso sono anni che non ho rapporti diretti con lui”. Ma si aspettava un atteggiamento diverso da Piersilvio e Confalonieri: “Il fatto che non mi abbiano chiamato da un punto di vista umano si commenta da solo”. In ogni caso, aggiunge, “l`ultima pagina è stata brutta, non per questo vanno cancellate quelle che l`hanno preceduta. Non sono uno che mangia per 17 anni nello stesso ristorante e all`improvviso dice che la cucina era pessima. Mediaset è stata un`avventura esaltante. Berlusconi nel `91 mi ha chiamato e mi ha dato un sogno: costruire un Tg partendo da zero. Ho vissuto i 13 anni al Tg5 in perfetta libertà , anche quando Berlusconi è diventato politico. Ho rispettato la scelta dell`azienda di rimuovermi dalla direzione del Tg5, pur non condividendola”.

“Quando si prendono decisioni come questa – spiega l’ex conduttore di Matrix a proposito delle sue dimissioni – non si può parlare di rimpianto. Il rimpianto ci sarebbe stato se non avessi fatto nulla di fronte alla scelta di Mediaset”.

“Forse il mio errore – dice ancora Mentana – è stato quello di restare convinto che Canale 5 fosse obbligato a informare.
Comunque l`aria era quella da settimane. C`è un ridimensionamento progressivo funzionale a una catena editoriale, slegato da compiti di informazione”.

Tv/ Mentana: Mediaset sempre piu’ vicina a sorti parte… -2-
“Speciale su Rete4 è una giustificazione a posteriori”

Roma, 23 feb. (Apcom) – Enrico Mentana ricostruisce nella lunga intervista a Pocket gli eventi del 9 febbraio che lo hanno portato a lasciare la poltrona di direttore editoriale di Mediaset: “Ho avvisato – racconta – i vertici aziendali, dopo che un sms mi aveva preavvertito della morte di Eluana. Mi hanno chiesto se ero pronto, ho risposto di sì. Alle 20,25 Tg1 e Tg5 danno la notizia. Il primo si allunga di venti minuti, mentre il Tg5 si chiude nel classico orario, dedicandogli sette minuti.
Dopodiché Canale 5 non se ne occupa più, fin dopo mezzanotte. Che modo è di dare informazioni? Ho fatto tre proposte diverse, nessuna che prevedeva la cancellazione del Grande Fratello: far precedere il Grande Fratello da un`edizione speciale del Tg5 e farlo seguire da Matrix; intervallare il Grande Fratello con delle finestre del Tg5 o Matrix; anticipare la chiusura alle 23.
Nessun riscontro”.

Mentana aggiunge: “Quella dello speciale su Rete4 è una giustificazione a posteriori. Se avessero voluto davvero puntare su quel programma, sarebbe bastato uno scorrevole sotto il Grande Fratello per informarne gli spettatori. Invece si è deciso di non fare nulla. Ho saputo solo alle 23 che non avrei fatto Matrix. A me interessava il rapporto umano con i telespettatori, con quella famiglia. Per ragioni di audience si è fatta una scelta sbagliata”. Mentana rivela anche in quale momento si convinse che fosse necessario dimettersi: “Ero sintonizzato su Canale 5 quando ho visto quella ragazza che piangeva, ma non per Eluana. Piangeva perché doveva uscire dal Grande Fratello. Mi sono cadute le braccia. Irridere l`emozione di una parte del Paese trasmettendo un dolore finto, un pianto in vitro. L`ho trovato intollerabile.
E` stato in quel momento – ricorda – che ho capito quale fosse la decisione da prendere”.

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