Televisione

24 febbraio 2009 | 15:55

CONSULTA: RAI; CORTE SI RISERVA DECISIONE SU CASO PETRONI

CONSULTA: RAI; CORTE SI RISERVA DECISIONE SU CASO PETRONI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 24 FEB – La Corte Costituzionale, riunitasi questa mattina, si è riservata di pronunciarsi nel merito sul conflitto di attribuzione sollevato nella precedente legislatura dalla Commissione di vigilanza sulla Rai nei confronti del ministro dell’Economia e del presidente del Consiglio sulla vicenda del consigliere di amministrazione Angelo Maria Petroni, revocato nel settembre 2007 e reintegrato due mesi dopo dal Tar del Lazio. La vigilanza, come ha ricordato oggi l’avvocato Beniamino Caravita di Toritto, ha contestato “la lesione delle competenze costituzionalmente garantite della commissione” e la violazione di una norma del Testo Unico della Radiotelevisione, sostenendo che la revoca di Petroni non poteva essere decisa dal governo se non “in conformità  alla deliberazione” della stessa commissione. Per l’esecutivo, invece, la revoca “é avvenuta in maniera conforme alla legge”, ha sostenuto l’avvocato dello Stato Gianni Stato De Bellis e peraltro lo stesso Tar, pur avendo accolto il ricorso di Petroni, ha tuttavia “stabilito che il ministero, così come nomina il consigliere di sua competenza, lo revoca con la stessa procedura”. La decisione della consulta è molto attesa, ma è difficile prevederne i tempi. Secondo alcune indicazioni, la Corte potrebbe anche anticipare l’esito nei prossimi giorni, riservandosi poi alcune settimane per la stesura della sentenza.

CONSULTA: RAI; CORTE SI RISERVA DECISIONE SU CASO PETRONI (2)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 24 FEB – Dopo l’illustrazione del caso da parte del giudice relatore Gaetano Silvestri, l’avvocato Caravita di Toritto ha sottolineato che “l’interesse della Vigilanza permane, a prescindere dal mutamento delle figure soggettive che la rappresentano, perché il caso Petroni è ancora ‘sub iudice’ al Consiglio di Stato”. A marzo i giudici di Palazzo Spada, dopo aver negato la sospensiva d’urgenza della sentenza del Tar che ha riammesso Petroni in cda, si sono riservati di decidere nel merito sul ricorso dell’azionista, in attesa proprio della pronuncia della Consulta. Le parti si sono poi confrontate sul contestato articolo 49 comma 8 del Testo Unico, che prevede che il rappresentante dell’azionista voti in assemblea, nei casi di revoca o azioni di responsabilità  contro membri del cda, “in conformità  alla deliberazione” della Vigilanza: disposizione rimasta lettera morta perché è tra quelle collegate alla privatizzazione della Rai, mai attuata. “In tal caso, però – ha detto Caravita di Toritto – andrebbero disapplicate anche altre norme, come quella che assicura alla Rai la concessione per il servizio pubblico fino al 2016 o quella che fissa in tre anni la durata del cda. La norma è ambigua: per interpretarla bisogna fare appello ai principi, primo fra tutti la parlamentarizzazione”, cioé il potere fondamentale di indirizzo e controllo sulla Rai che la legge assegna appunto alla Vigilanza. Opposte le valutazioni dell’Avvocatura dello Stato: “Il conflitto – ha detto Stato De Bellis – è inammissibile perché la Vigilanza, cioé il Parlamento, impugna di di fatto una legge votata dalle stesse Camere. La norma in realtà  è chiarissima. E il fatto che il governo designi un consigliere su nove non viola affatto il principio espresso dalla Consulta nella storica sentenza 224 del 1975, in base alla quale il potere esecutivo non deve essere rappresentato in modo esclusivo e preponderante negli organi direttivi della Rai”.

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