Editoria, Televisione

26 febbraio 2009 | 11:10

TV: MENTANA, MEDIASET NON DOVEVA INIZIARE SUBITO MATRIX

TV: MENTANA, MEDIASET NON DOVEVA INIZIARE SUBITO MATRIX
ROMA
(ANSA) – ROMA, 25 FEB – “Non è carino che Mediaset abbia subito affidato la conduzione di Matrix e iniziato di nuovo la programmazione. Su Alessio Vinci non posso dare giudizi: è un amico, sono un giocatore come lui”. Così Enrico Mentana commenta l’inizio dell’edizione di Matrix con il nuovo conduttore. “Si è parlato più di me che di Eluana Englaro: è questa la cosa brutta”, ha detto il giornalista durante la Lezione di Giornalismo che si è svolta all’auditorium Parco della Musica di Roma. Mentana, che ha fatto una lunga carrellata della sua carriera raccontando i passaggi da Rai a Mediaset, ha concluso la lezione raccontando la vicenda che lo ha visto protagonista e delle dimissioni rassegnate a causa del disaccordo con l’azienda Mediaset sul trattamento della vicenda Eluana Englaro. “Non andrò mai a Sky, anche perché non li ho mai sentiti – ha detto Mentana – questa è una cosa messa in giro da Mediaset. Io faccio un lavoro che non si può fare in Sky. Per ora non ho prospettive certe, qualcuno mi chiamerà . Mi piacerebbe fare qualcosa dietro le quinte”. E parlando ancora di Alessio Vinci il giornalista ha commentato “sono un suo amico e Alessio è un giornalista affermato della Cnn. Ma non sò come mi sarei comportato se mi avessero offerto il posto di un altro”. La vicenda Englaro ha le sue radici in una vicenda di alcuni mesi fa. “I miei rapporti con l’azienda erano cambiati dalle ultime elezioni. Durante uno strano gioco una sera, in una riunione, Confalonieri chiese a tutti per chi avessero votato oltre Berlusconi? Un gioco che mi mise in difficoltà . Matrix iniziò ad andare in onda sempre più tardi. Iniziarono a chiedere i nomi degli invitati, facendomi capire che qualcuno non era del tutto gradito”. Sulla televisione, “la politicizzazione della Rai si risolve non facendo eleggere il cda dal Parlamento – ha detto Mentana -. Questa è una bella ipocrisia”.

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