Editoria

27 febbraio 2009 | 11:24

CASSAZIONE: BANCAROTTA, CANCELLATA CONDANNA RIZZOLI /ANSA PENA ABOLITA PER MODIFICA REATI SOCIETARI;EX EDITORE,ESCO PULITO

CASSAZIONE: BANCAROTTA, CANCELLATA CONDANNA RIZZOLI /ANSA
PENA ABOLITA PER MODIFICA REATI SOCIETARI;EX EDITORE,ESCO PULITO
ROMA
(di Mergherita Nanetti) (ANSA) – ROMA, 26 FEB – Dopo una breve camera di consiglio, le Sezioni Unite penali della Cassazione hanno messo la parola ‘fine’ a 26 anni di storia giudiziaria – nata dalla perquisizione a Castel Fibocchi della villa del piduista Licio Gelli, il 17 marzo 1981 – sviluppatasi attorno al passaggio di proprietà  del ‘Corriere della Sera’, dalle mani di Angelo Rizzoli a quelle del ‘Banco Ambrosiano’. I supremi giudici hanno constatato che la modifica delle norme sui reati societari – da ultima quella della legge fallimentare del 2006 – ha abolito tutti i reati connessi all’amministrazione controllata. Quindi, per effetto dell”abolitio criminis’, Rizzoli ha ottenuto la cancellazione della condanna – già  interamente coperta da condono – a tre anni e quattro mesi di reclusione inflittagli dalla Corte di Appello di Milano, con sentenza divenuta irrevocabile il 20 aprile 1998. Rizzoli era stato citato in giudizio, “quale vicepresidente ed amministratore delegato della ‘Rizzoli editore’ posta in amministrazione controllata dal Tribunale di Milano nel 1982, per avere occultato, dissipato e distratto dalla loro destinazione alla gestione societaria, beni per un ammontare complessivo di 85 miliardi e 236 milioni di lire e tre milioni e 150 mila dollari Usa”. All’ex editore si contestava anche il falso in bilancio dal 1976 al 1982 per aver “imputato artificiosamente ai conti economici una parte delle somme suddette, aumentando le componenti negative del reddito al fine di sottrarre ricavi derivanti dalle vendite di periodici editi dalla società  “. Il tutto con l’aggravante “del danno patrimoniale di grave entità ”. Rizzoli – che con l’editoria ha chiuso da tempo ed ha una società  di produzioni televisive e cinematografiche – aveva chiesto al Tribunale di Milano, nel 2007, di revocargli il verdetto di condanna, ma il suo reclamo non aveva avuto successo in quanto, per i giudici milanese, i fatti per i quali è stato processato “conservano in pieno il disvalore penale tuttora collegato al fallimento e al concordato preventivo”. Secondo il Tribunale, le nuove norme non avevano abrogato nulla, ma solo apportato alcune modifiche per le quali “andava esclusa l’abolitio criminis”. Ma la Cassazione, seguendo l’orientamento prevalente in dottrina, ha accolto la tesi sostenuta dagli avvocati Tullio Padovani, Giuliano Pisapia e Grazia Volo, difensori di Rizzoli. Secondo i legali – con una impostazione condivisa da Piazza Cavour – le norme in base alle quali l’ex editore era stato condannato “sono state soppresse nella loro interezza”. “Non ne posso più di questa vicenda che mi ha stremato e ha spezzato in due la mia vita: per 26 anni mi sono portato dietro il marchio del bancarottiere e del truffatore ed ora si scopre che è tutto fumo”, ha commentato Rizzoli, che ha 65 anni. “La storia si chiude qui – ha aggiunto -, esco pulito da ogni accusa. E’ la sesta assoluzione. Chiederò il risarcimento danni allo Stato e a chi ha sfruttato la vicenda per trarne profitto”. “Mi sono appellato alla Suprema Corte – ha spiegato – per salvaguardare la mia reputazione e sono andato avanti per far accertare che non c’é mai stata alcuna bancarotta. Le scappatoie non mi hanno mai interessato. La mia pena era stata interamente condonata, ma volevo uscire a testa alta dai processi che hanno rovinato la mia vita”. Rizzoli, arrestato quando aveva 39 anni, ha passato 13 mesi in carcere nonostante la sclerosi multipla che lo affligge.

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