Editoria

02 marzo 2009 | 14:08

Intercettazioni/ Fnsi: Con legge grave mutilazione a cronaca

Intercettazioni/ Fnsi: Con legge grave mutilazione a cronaca
Informazione su norma bavaglio è forma di sciopero più efficace

Roma, 2 mar. (Apcom) – “E’ molto importante, tanti giornali lo stanno facendo costantemente in vari modi, far capire ai lettori la mutilazione grave che verrebbe arrecata alla cronaca, e quindi al diritto dei cittadini di conoscere e sapere, se le norme bavaglio fossero definitivamente approvate”. Lo scrivono il presidente ed il segretario generale della Fnsi, Roberto Natale e Franco Siddi, in una lettera inviata ai componenti dei cdr ed ai direttori delle testate sul ddl Alfano.

“Le norme del disegno di legge sulle intercettazioni, come vi è noto, – si legge nella lettera – contengono anche pesanti limiti del diritto di cronaca fino a costituire una vera e propria pietra tombale sulla cronaca giudiziaria. E’ previsto infatti il silenzio sulle indagini e i loro sviluppi anche quando non sussiste più il segreto istruttorio. Fieg e Fnsi hanno denunciato che ‘l’effetto è quello di impedire ai cittadini e all’opinione pubblica di riconoscere fatti rilevanti della vita sociale, quali appunto le notizie sugli atti di indagine, non segreti’. E’ di tutta evidenza che ciò nulla a che vedere con le intercettazioni che vengono disposte dall’Autorità  giudiziaria. Le pesanti sanzioni previste per giornalisti e editori sono la condizione che annulla l’autonomia dell’informazione e impedisce di fatto che questa venga resa al pubblico compiutamente e correttamente”.

“Da tempo la Fnsi – scrivono i vertici del sindacato – ha avviato, con tutti gli organismi di categoria (a cominciare dall’Ordine professionale), le Associazioni del sindacato (a partire dall’Unci), le organizzazioni sociali e culturali e ora finalmente insieme con la Federazione degli Editori, una vasta azione pubblica per denunciare la gravità  di tali previsioni di legge e invocarne il cambiamento e la cancellazione. Abbiamo più volte sollecitato direttori e colleghi ad assumere, nelle loro testate, le iniziative più idonee per far capire cosa sta accadendo, per rendere immediatamente chiaro ai lettori quali notizie e perché sparirebbero dai giornali”. Tra le ipotesi, quella degli avvisi, attraverso “incorniciati” su una notizia significativa di cronaca pubblicata che non sarebbe finita in pagina: “E’ importante – sottolineano – che il pubblico capisca chiaramente e in forma semplice e immediata che non è in gioco un privilegio dei giornalisti ma un bene essenziale di ciascuno: l’informazione, intesa come diritto a conoscere e a sapere per poter correttamente giudicare”.
Dunque, per Siddi e Natale, “sarà  importante in queste settimane, nell’autonomia di ogni giornale, rendere evidente e chiara questa situazione. Un’informazione costante e puntuale sui guai delle norme bavaglio deve essere la nostra prima forma di protesta. Può essere anche la nostra forma di sciopero più efficace. Da qui l’invito a farvi promotori di una ancora più vasta iniziativa di questo tipo, quale patrimonio dei nostri giornali, della nostra professione e quale affermazione e tutela della nostra funzione”.

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