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04 marzo 2009 | 11:15

CRISI: CODICI CAMPANIA CONTRO UNA FINANZIARIA, SUO SPOT DERIDE

CRISI: CODICI CAMPANIA CONTRO UNA FINANZIARIA, SUO SPOT DERIDE
(AGI) – Napoli, 3 mar. – Ci si puo’ trovare in difficolta’ per colpa di una campagna pubblicitaria? Secondo l’associazione Co.di.ci Campania si’. Da circa dieci giorni a Napoli e provincia e’ possibile imbattersi nella pubblicita’ di una finanziaria locale “che mostra una signora ingioiellata mentre esclama ‘me levasse ‘o sfizio’, mi toglierei lo sfizio – spiegano dall’associazione -. La campagna desta non poca preoccupazione, perche’ e’ una derisione delle migliaia di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e che si vedono costrette ad accendere finanziarie per acquistare beni di prima necessita’”. L’associazione, da anni impegnata nel contrasto all’usura e al sovraindebitamento familiare, ha inviato una segnalazione all’Agcom con richiesta di ritiro dello spot della finanziaria che l’ha lanciato. “E’ il tipico esempio di come la pubblicita’ veicoli i messaggi sbagliati e imponga modelli di vita illusori, falsi come le promesse delle finanziarie che spesso imprigionano che vi accede con tassi elevatissimi e sorprese inattese”, commenta il segretario regionale di Co.di.ci Campania, Giuseppe Ambrosio. Secondo i dati diffusi dall’associazione, infatti, Napoli e’ tra le ultime dieci province italiane per Pil pro-capite (fermo a 16mila euro l’anno contro i 34mila di Roma o i 39mila di Milano). La Campania e’ diventata nel 2007 la regione piu’ povera d’Italia, togliendo il posto alla Calabria dopo 30 anni. Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il primo gennaio 2002 e il 31 dicembre 2007, appartiene alla provincia di Napoli, che in 5 anni e’ cresciuto del 116,36 per cento. In termini assoluti, al 30 giugno 2008, il tasso di indebitamento delle famiglie vede la provincia del capoluogo piazzarsi al 70esimo posto con un impegno per famiglia di quasi dodicimila euro. I campani sono anche al primo posto nella classifica delle insolvenze sui prestiti personali, con una percentuale del 10,7%, rispetto ad una media nazionale del 7,5 per cento. E le cose non migliorano per i dati sul credito al consumo, che registra una percentuale del 6,4 per cento di campani incapaci di pagare, rispetto al 3,4 nazionale. Infine, si registra una situazione simile anche rispetto ai prestiti per l’acquisto di auto: la percentuale delle insolvenze della regione si attesta sul 4,9 per cento rispetto al valore nazionale del 3 per cento.

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