New media

04 marzo 2009 | 11:36

USA:WEB AMARO PER OBAMA, SITO CASA BIANCA CREA PROBLEMI/ANSA STOP YOUTUBE DOPO PROTESTE PRIVACY. BUROCRAZIA FRENA INNOVAZIONE WASHINGTON

USA:WEB AMARO PER OBAMA, SITO CASA BIANCA CREA PROBLEMI/ANSA
STOP YOUTUBE DOPO PROTESTE PRIVACY. BUROCRAZIA FRENA INNOVAZIONE
WASHINGTON
(di Marco Bardazzi) (ANSA) – WASHINGTON, 3 MAR – Non è facile per un leader essere ‘trasparente’ e cercare di coinvolgere la gente nelle scelte, neppure se è il presidente degli Stati Uniti e dispone delle potenzialità  offerte dal web. Lo sta scoprendo Barack Obama, alle prese con barriere burocratiche che frenano il sito internet della Casa Bianca e con critiche dei difensori della privacy per l’uso di prodotti targati Google. Lo scorso fine settimana, senza tanta pubblicità , la Casa Bianca per la prima volta ha trasmesso il videodiscorso settimanale del presidente senza ricorrere al servizio YouTube (Google), di cui Obama è stato un utente entusiasta fin dalla campagna elettorale. Il video è stato invece realizzato con una tecnologia sviluppata dalla società  Akamai e installato direttamente sui server del sito Whitehouse.gov. La circostanza é stata subito notata dagli addetti ai lavori, perché non è sembrato solo un esperimento tecnologico, ma un segnale di due ostacoli che il Team Obama ha incontrato nel tentativo di trasferire alla Casa Bianca l’approccio da ‘social network’. Il primo ostacolo è legato al fatto che se da una parte servizi come YouTube sono i più semplici da utilizzare anche per la loro popolarità , dall’altra hanno fatto scattare accuse al governo di favorire Google e di introdurre un precedente pericoloso sul piano della difesa della privacy. Organizzazioni come il Center for Digital Democracy e la Electronic Frontier Foundation hanno denunciato come i video realizzati con la tecnologia YouTube e installati sul sito presidenziale siano in grado di raccogliere informazioni sull’utente e installino nel suo computer un ‘cookie’ (un piccolo file di riconoscimento). Un portavoce della Casa Bianca, Nick Shapiro, ha negato che il ricorso a un video presidenziale ‘fatto in casa’ significhi un abbandono di YouTube o un cedimento alle accuse di violazione della privacy e favoritismo nei confronti di Google. “Si tratta di una decisione – ha affermato – che ha più a che fare con la necessità  di approfondire le nostre capacità , che non con una presa di posizione su soluzioni di fornitori esterni”. Un portavoce di YouTube, Scott Rubin, ha aggiunto che la società  ha messo a punto una versione del proprio ‘player’ video fatta per i siti del governo americano, che non presenta il logo della società  controllata da Google e installa un cookie solo quando l’utente clicca sul filmato. Ma questo non è bastato, per ora, a frenare le critiche e i dibattiti sulla presunta crescita di potere di Google a Washington, legata anche all’aumento dell’uso dei suoi prodotti su siti del governo e del Congresso. Un secondo tipo di ostacoli che i giovani talenti informatici che lavorano per il presidente hanno trovato alla Casa Bianca, é di ordine burocratico. Dopo oltre 40 giorni dall’avvio della nuova amministrazione, il sito web presidenziale stenta a diventare l’agile strumento di comunicazione e il forum per i cittadini che Obama aveva promesso. Le leggi sulla presidenza richiedono per esempio che ogni pagina web che viene modificata, debba essere archiviata nella versione precedente, creando forti rallentamenti. L’invio di email di massa o di valanghe di sms dalla Casa Bianca non è praticabile con le tecnologie attuali. Anche l’idea di raccogliere i commenti della gente alle iniziative di legge più importanti deve fare i conti con i limiti. Giorni fa è stata data agli utenti la possibilità  di commentare il pacchetto di stimolo all’economia da 787 miliardi passato dal Congresso, ma limitando i commenti a 500 battute (a fronte di un testo di legge di 1.071 pagine). Ne sono seguite proteste e accuse di scarsa trasparenza. “Siamo in un territorio inesplorato, il sito è un esperimento in divenire”, ha commentato Macon Phillips, il direttore dei New Media alla Casa Bianca.

Comments are closed.