Editoria

05 marzo 2009 | 11:40

EDITORIA: L’UNITA’; DOMANI IL PIANO, NERO SU BIANCO AL CDR EPIFANI, PRONTI A DARE UNA MANO MA NON ENTREREMO IN AZIONARIATO

EDITORIA: L’UNITA’; DOMANI IL PIANO, NERO SU BIANCO AL CDR
EPIFANI, PRONTI A DARE UNA MANO MA NON ENTREREMO IN AZIONARIATO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 4 MAR – L’obiettivo è arrivare a pareggiare i conti dell’Unità  che ha accumulato un deficit di alcuni milioni di euro, altrimenti il rischio di fallimento potrebbe diventare una certezza: è questa la ‘condicio sine qua non’ per attirare nuovi investitori e scongiurare la chiusura della storica testata fondata da Antonio Gramsci. Ed è anche il principio ispiratore del piano di ristrutturazione che domani l’amministratore delegato e presidente della Nie (Nuova Iniziativa Editoriale, società  editrice dell’Unità ), Antonio Saracino sottoporrà  al Cdr. Oggi i lettori dell’Unità  non hanno trovato il quotidiano in edicola, a causa dello sciopero dei giornalisti. La prima stesura del piano dell’azienda, o meglio il pacchetto di proposte, era stato respinto dal Cdr: troppi tagli e sacrifici, un ridimensionamento giudicato insopportabile per la redazione. Così in queste ore si lavora alla nuova versione, come conferma l’ad Antonio Saracino: “Stiamo lavorando alacremente e con senso di responsabilità  al piano di ristrutturazione”. Parole che arrivano dopo una breve dichiarazione di Renato Soru che rompe il silenzio sulla vicenda Unità : “C’é una crisi dell’editoria in tutto il mondo di cui dobbiamo essere consapevoli, e l’Unità  non è da meno. Gli amministratori stanno lavorando a un piano di ristrutturazione”. Un atteggiamento prudente alla vigilia di un incontro che potrebbe rivelarsi decisivo. Intanto, si moltiplicano le voci di potenziali investitori e fra i nomi circolati anche quello di Carlo Feltrinelli ma – secondo quanto si apprende – lui non sarebbe assolutamente interessato. La verità  e che, fino a quando i conti non verranno messi a posto, appare difficile alla stessa proprietà  attrarre nuovi investitori. La data fatidica é il 23 marzo: è il giorno in cui l’azienda diventa insolvente e quindi costretta a fare i passi conseguenti, cioé portare i libri contabili in tribunale. Eppure, in queste ore cruciali, una buona notizia c’é e arriva dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani che dichiara la propria disponibilità  a dare una mano al giornale. Come? Certamente – spiega il leader sindacale a Red Tv in un collegamento telefonico (presenti in studio il Cdr e Roberto Natale, presidente della Fnsi) – non si tratta di entrare nella compagine azionaria ma di attuare forme di supporto e collaborazione incentivando le campagne di abbonamento e incrementando la pubblicità . Epifani si sente particolarmente vicino all’Unità , fra le poche testate che – ribadisce – hanno messo al primo posto le ragioni dei lavoratori. Il Cdr plaude a Epifani e forse – fanno notare al quotidiano – sta proprio qui la quadratura del cerchio: il passaggio da giornale di partito a giornale del lavoro.

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