Editoria

06 marzo 2009 | 18:57

Berlusconi attacca Pd e media: crisi c’e’ ma la ingigantiscono

Berlusconi attacca Pd e media: crisi c’e’ ma la ingigantiscono

Dal premier di nuovo no all’assegno: “E’ licenza a licenziare”

Roma, 6 mar. (Apcom) – L’unica ricetta per superare la crisi economica è l’ottimismo, mentre danneggiano l’interesse nazionale l’opposizione che critica le misure del governo, i media che dipingono la crisi “più drammatica” di quello che è, e la Rai, “unica tv di Stato che attacca il governo in carica”. Silvio Berlusconi insiste sulla sua linea, e replica duramente a tutte le critiche. Lo fa nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha approvato un “fondo di 4 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali, che si aggiungono al miliardo di euro che avevamo stanziato con la Finanziaria e ai 4 miliardi di euro finanziati in accordo con le Regioni”. Insomma, un intervento da 9 miliardi di euro che fa dire al premier che quelle stanziate dal governo “sono somme assolutamente rilevanti, adeguate alla nostra situazione di bilancio: nessuno ha fatto più di noi in Europa”.
Non solo: “Riteniamo che potremmo fare ancora di più, ma tutto dipende dalla profondità  della crisi”.

La prima risposta è per il Partito Democratico e per l’offensiva sui temi economici lanciata dal neo segretario Dario Franceschini, con la proposta dell’assegno per chi perde il lavoro: “Sarebbe licenza di licenziare”, la liquida il premier secondo il quale, adottando la proposta Democratica, “alcuni lavoratori “godrebbero dell’indennità  e continuerebbero a lavorare in nero”. Ancora più duro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che duetta con il premier in conferenza stampa: il Pd “non fa opposizione al governo, fa opposizione agli italiani”. Anche perchè, rivendica Berlusconi, “se c’è un governo che ha visto chiaro la situazione e ha saputo individuare da subito le soluzioni più significative, quello è stato il governo italiano”.

Poi sul banco degli imputati finiscono i media, perchè la crisi economica “esiste, non chiudiamo certo gli occhi – ammette Berlusconi – ma è vissuta sui media in modo più drammatico” della sua reale portata. Anche il crollo della Borsa, per il premier è dovuto ad “una manciata di azioni” che sono passate di mano ai valori bassi: “Chi non ha esigenza di fare cassa immediatamente le tiene nel cassetto e aspetta che passi questa crisi”. Dunque il modo con cui i mezzi di informazione raccontano la crisi è “in distonia completa con il messaggio che ci sforziamo di dare ai nostri concittadini”, un messaggio concordato con tutti gli altri capi di Stato e di governo all’ultimo Consiglio Europeo. Ma “se si continua a dare l’impressione che la situazione sia tragica, questo spaventa le persone e per la paura ci sono persone che cambiano il loro stile di vita, ed è questo il pericolo più grande”. Da qui l’appello agli “operatori dei media”, per chiedere “un minimo di benevolenza verso gli interessi di tutti”, perchè “è dannoso, e vorrei dire una parola più dura ma non la dico, per gli interessi di tutti noi che ci siano dei media che raccontano di una crisi che è pesante ma che non è tragica o definitiva”. E nel novero dei media che danno questo messaggio a suo giudizio negativo, Berlusconi ‘dedica’ un passaggio alla Rai in particolare: “E’ l’unica tv di Stato che attacca il governo in carica”.

Insomma, il premier non cambia la strategia dell’ottimismo: “Insisto in questa direzione, e lo faccio in sintonia con tutti i miei colleghi di governo europei”. Rispetto ai quali il premier è convinto di aver fatto molto di più, e a sostegno “dell’economia reale, non delle banche”. Nel biennio, sono le cifre fornite da Tremonti, ci saranno a disposizione 55,8 miliardi: 9 miliardi per il fondo strategico presso la presidenza del Consiglio a sostegno delle imprese; 16 miliardi per gli ammortizzatori sociali (12 ‘ordinari’, 4 dal Fas e altri 4 per il 2010); 16,6 miliardi per le infrastrutture; 1,2 miliardi per l’edilizia scolastica e quella carceraria; 7 miliardi già  previsti nel dl anticrisi; 2 miliardi per il sostegno ai consumi. E poi c’è “un’importantissima iniziativa” sull’edilizia, che avrà  “effetti eccezionali sulla casa”, annunciata da Berlusconi, più i 550 milioni per il piano casa frutto dell’accordo di ieri con le Regioni. Infine, i Tremonti-bond, che per Berlusconi “smuoveranno 150 miliardi di finanziamenti alle imprese”, a fronte di circa 10 miliardi di richieste stimate, grazie ad un ‘leverage’, un moltiplicatore, pari a 15.

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