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09 marzo 2009 | 12:02

TISCALI: STOP NEGOZIATO BSKYB E A PAGAMENTO INTERESSI BANCHE

TISCALI: STOP NEGOZIATO BSKYB E A PAGAMENTO INTERESSI BANCHE
(AGI) – Milano, 6 mar. – Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali ha analizzato lo stato delle trattative per la cessione di alcune attivita’ nel Regno Unito, nell’ambito del processo di valorizzazione strategica annunciato al mercato durante l’esercizio 2008. E ha inoltre analizzato le prospettive del business in Italia e nel Regno Unito e la struttura finanziaria e patrimoniale del Gruppo, anche alla luce dell’indebitamento finanziario in essere. “A seguito del protrarsi delle negoziazioni con BSkyB per la cessione delle attivita’ inglesi del Gruppo Tiscali e del mancato raggiungimento di un accordo, a causa del deterioramento del contesto di mercato in cui opera anche il potenziale acquirente, il Consiglio di Amministrazione – si legge in una nota – ha preso atto della sostanziale impossibilita’ a procedere nelle suddette trattative”. Il Consiglio di Amministrazione ha quindi esaminato i principali risultati preliminari del 2008 e la situazione finanziaria del Gruppo, “anche alla luce del deterioramento delle condizioni macroeconomiche dell’inasprirsi del contesto competitivo nel settore”. Conseguentemente, il Consiglio – sottolinea il comunicato – “ha valutato la necessita’ di predisporre un nuovo Piano Industriale ed un connesso Piano Finanziario che consentano al Gruppo di avviare un processo mirante alla ristrutturazione dell’indebitamento e volto a garantire l’equilibrio finanziario di lungo periodo. In considerazione di cio’ e al fine di potere disporre del tempo necessario per la predisposizione di tali Piani, la Societa’ intende chiedere ai principali istituti finanziatori di concedere un periodo di sospensione dei pagamenti di interessi, quote capitali e dei covenant finanziari, funzionale al raggiungimento degli obiettivi di cui sopra”. La struttura dell’indebitamento bancario a lungo termine del Gruppo al 31.12.2008 e’ di circa 500 milioni di Euro nominali sottoscritto originariamente da JPMorgan e Intesa Sanpaolo; una quota pari a circa il 30% del medesimo e’ stato successivamente sindacato a quattro istituzioni finanziarie. Il titolo era stato sospeso dalle contrattazioni nella sessione serale della Borsa in attesa di comunicazioni.

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