GIORNALISTI: CASAGIT; LEONE,MISURE PER BILANCIO TRASPARENTE

GIORNALISTI: CASAGIT; LEONE,MISURE PER BILANCIO TRASPARENTE
BARI
(ANSA) – BARI, 9 MAR – Una serie di misure per “arrivare a giugno, data di fine mandato, con un bilancio trasparente che abbia chiara la spesa”. E’ questo lo scopo dell’attuale cda della Casagit (Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani) illustrato oggi dal presidente, Andrea Leone, nel corso di un’assemblea straordinaria dei soci pugliesi. “Non siamo certo in un periodo ordinario – ha detto – perché il cda, rispettando la decisione di inizio mandato, vuole arrivare ad un bilancio certificabile passando dal regime di cassa sinora applicato a quello di competenze su entrate ed uscite. Gli incontri come questo, programmati in tutta Italia, servono a spiegare bene le cose, anche per evitare strumentalizzazioni, e a raccogliere eventuali proposte costruttive”. In pratica siamo a quella che lo stesso Leone ha definito “cura drastica per ripianare la crescita dispari, prestazioni e contributi di 1,5 milioni di euro mensili, dovuti a morbilità  più alta, impoverimento della categoria, cambiamenti nella sanità  pubblica e privata, crescita esponenziale dei contratti a tempo determinato”. Fermo restando quindi il contributo Casagit del 3,60% sulla busta paga, gli iscritti pagheranno una ‘una tantum’ per le prestazioni al nucleo familiare calcolata in base al reddito a partire da 30 mila euro (8 euro mensili) fino ad arrivare a 160 mila euro (38 euro) e a redditi cosiddetti straordinari (35 euro). “A ciò vanno aggiunte misure strutturali – ha proseguito Leone – con la riduzione (80%) del rimborso per i farmaci della fascia C e di quelli omeopatici; il passaggio da due a tre anni del diritto a lenti da vista correttive; il termine di tre mesi per presentare le richieste rimborsi, la necessità  di richiesta medica anche per le strutture in convenzione”. “La vera sfida – ha concluso – resta quella di incidere sulla spesa Casagit passando ad un regime di convenzioni basato su convenienza della spesa, qualità  del servizio, riduzione drastica del numero delle convenzioni” che in Italia sono 900, in prevalenza a Roma e Milano. (ANSA).

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