Editoria

10 marzo 2009 | 17:23

GIORNALISTI:FNSI-INPGI,IMPORTANTE PASSO WELFARE PER AUTONOMI

GIORNALISTI:FNSI-INPGI,IMPORTANTE PASSO WELFARE PER AUTONOMI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 10 MAR – “Da oggi il lavoratore autonomo è meno solo”: con queste parole Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa, in una conferenza stampa, insieme ad Andrea Camporese presidente dell’Inpgi (Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti), saluta il nuovo welfare dei collaboratori autonomi che ha ricevuto ieri il via dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia con l’approvazione della delibera sulla gestione separata dello stesso istituto. In sostanza, spiega Siddi, vengono introdotte delle coperture sociali per i lavoratori autonomi che ne erano totalmente privi: dalla base pensionistica alla copertura della maternità , paternità  e malattia, dalla degenza ospedaliera all’assegno al nucleo familiare, solo per citarne alcuni. “Uno straordinario passo in avanti”, commenta Camporese, “frutto di una proficua collaborazione tra Inpgi, Fieg e Fnsi”. Siddi e Camporese ricordano come questo sia solo uno dei tre pilastri che compongono un protocollo del 2007 in favore dei giornalisti collaboratori e precari. Gli altri due dovrebbero sbloccarsi in tempi rapidi e riguardano: la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e il capitolo degli sgravi contributivi per gli editori. “Per promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione in contratti di lavoro subordinato di durata non inferiore a ventiquattro mesi – si legge nel protocollo – le aziende stipuleranno accordi sindacali con le associazioni regionali di stampa della Fnsi e con i Cdr. In seguito a questi accordi, i singoli lavoratori interessati alla trasformazione potranno sottoscrivere atti di conciliazione individuale”. E l’Inpgi potrà  continuare a prevedere incentivi specifici per favorire sin dall’inizio la trasformazione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. E questo processo potrebbe essere incentivato grazie a un condono contributivo in favore delle imprese. Una grande possibilità  che potrebbe interessare – secondo Camporese – 600 unità : “Se è vero che l’editoria italiana attraverso un periodo di notevole difficoltà  dovuta al crollo dell’afflusso pubblicitario, si tratta di un’opportunità  che auspico venga valutata a fondo per il futuro di tanti giornalisti e per il valore professionale che potrebbe rappresentare per le aziende”.

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