Editoria, Pubblicità 

12 marzo 2009 | 11:26

PUBBLICITA’: CRISI PESA -10%, UPA ‘AZIENDE INVESTANO’/ANSA

POL:PUBBLICITA’
2009-03-11 19:08
PUBBLICITA’: CRISI PESA -10%, UPA ‘AZIENDE INVESTANO’/ANSA
FIEG, STAMPA PERDE IL 30-40%, URGENTI MISURE RIEQUILIBRIO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 11 MAR – La crisi pesa sul mercato pubblicitario, in calo del 10%, ma l’unica risposta possibile per le aziende è tornare a investire: è il senso della prima giornata di lavori del Summit ‘Tutto cambia: cambiamo tutto?’, organizzato a Roma dall’Upa (Utenti pubblicità  associati). Una sorta di stati generali della comunicazione, che hanno riunito attorno allo stesso tavolo broadcaster, editori e operatori del settore. “La pubblicità  arranca – ha ammesso il presidente Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, aprendo i lavori – e l’andamento dei primi due mesi dell’anno è a dir poco preoccupante. Ma all’ottimismo e alla fiducia non c’é alternativa”. Per le aziende, quindi, “l’unica scelta è tornare a investire e puntare sull’innovazione”. Al convegno non si fanno cifre ufficiali, ma Astra Ricerche stima “nel 10% il calo reale del mercato pubblicitario” e ritiene che la ripresa sarà  “lenta: il primo trimestre dell’anno prossimo potrebbe essere il momento di inversione del ciclo – ha detto il presidente dell’istituto, Enrico Finzi – ma ci vorranno almeno due anni per tornare ai livelli ante-crisi”. “Il primo trimestre del 2009 sarà  il periodo più difficile per il mercato pubblicitario – ha detto Giuliano Adreani, amministratore delegato di Mediaset – perché la crisi è cominciata alla fine della primavera dell’anno scorso, ha raggiunto l’apice tra novembre e dicembre e ora sta andando come in quel periodo. Nella seconda parte dell’anno, tuttavia, potrebbero esserci già  segni di ripresa”. Anche la Rai ha dovuto affrontare la contrazione degli introiti da spot, “mantenendo la barra dritta – ha rivendicato il direttore generale Claudio Cappon – e puntando sull’innovazione, in particolare sul digitale e sul web. Stiamo affrontando la sfida del cambiamento e i primi risultati ci confortano”. Più pessimiste le indicazioni della Federazione degli editori: la stampa, è l’allarme lanciato dal presidente Carlo Malinconico, secondo gli ultimi dati perde “il 30-40% in termini di pubblicità  rispetto all’anno scorso e nulla può far immaginare un andamento migliore”. Di qui l’esigenza di misure urgenti per “sanare gli squilibri di mercato che penalizzano il settore dell’editoria”: tra le proposte del presidente della Fieg, “il ripensamento dei limiti antitrust per la raccolta pubblicitaria” e “una riflessione sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo e sui relativi spazi pubblicitari”. Sul recepimento della nuova direttiva europea Tv senza frontiere, in particolare delle norme in materia di spot tv (il cosiddetto ‘product placement’, l’inserimento di marchi all’interno delle produzioni televisive), Malinconico ha auspicato che si “trovi una soluzione che non comprima ulteriormente le potenzialità  della carta stampata”. Su questi aspetti, ha assicurato il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, la regolamentazione sarà  “attenta” e graduale e garantirà  una particolare tutela ai minori. (ANSA).
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