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12 marzo 2009 | 16:04

Personaggi – Umberto Croppi. Assessore alla Cultura del comune di Roma

La mattina del 28 aprile a Roma i rossi e i loro amici si sono svegliati dentro un incubo: Gianni Alemanno, glaciale candidato del centrodestra di radici missine, aveva sbaragliato con il 53,7% il suo rivale
Francesco Rutelli, sostenuto da una stracca sinistra che aveva intascato un misero 46,3%. E dire che solo due giorni prima tutti avevano dato per vincente il ragazzone ex radicale ora convertito a una tenace dottrina papalina. La vittoria indiscutibile di Alemanno aveva del resto colto di sorpresa la stessa destra convinta che l’avversario piacione ce l’avrebbe fatta ancora una volta e senza sforzi.
Controcorrente, come sempre nella sua vita, Umberto Croppi, eccentrico intellettuale (sostantivo con cui non ama essere qualificato), ex giovanissimo neofascista, rigeneratore di una generazione di ‘topi delle fogne’, pubblicitario e comunicatore, editore e scrittore, studioso di filosofie e di religioni, ecologista ante litteram, prefiguratore di una destra svincolata dalla ‘Sagra di Giarabub’, dal nero dell’orbace, dalle registrazioni gracchianti delle adunate oceaniche, che su Alemanno aveva puntato tutta la sua scienza comunicativa tanto da farlo sciogliere, da renderlo simpatico, persino caldo e sicuramente vicino alla gente sgomenta e disorientata di una città  senza fede. Croppi aveva cucito centimetro dopo centimetro, costruito passo su passo la vittoria di Alemanno avendo curato per lui una campagna elettorale molto diversa da quelle che si erano viste fino ad allora. Diversa perché, tanto per dirne una, la destra non aveva mai attaccato l’avversario che invece innervosito si era lasciato andare a sguaiati assalti contro il pericolo nero prefigurando una nuova e imminente marcia su Roma.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 393-marzo 2009)

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