Protagonisti del mese, Scelte del mese

12 marzo 2009 | 16:18

Personaggi – Piero Martino. Portavoce di Dario Franceschini

“Siamo come Davide di fronte a Golia”: anche quando fa le battute sul difficile compito del neo segretario del Pd Franceschini, Piero Martino usa il plurale. E il suo non è un mero dovere d’ufficio: di Dario, Piero non è infatti soltanto il portavoce. Da sempre ne è l’ombra, lo schermo e, soprattutto, l’amico: colui con il quale – ma non il solo – il successore di Veltroni ha fatto squadra, condividendo gran parte del proprio excursus politico, dalla Dc al Ppi, dalla Margherita fino ai vertici del Partito democratico.
Un sodalizio costruito negli anni e suggellato dallo scranno parlamentare che il 45enne Martino – romano, studi economici, caporedattore al Popolo, mezza vita trascorsa nel Palazzo – ha ottenuto alle scorse elezioni con la candidatura ‘paracadute’ in Sicilia. Un legame, il loro, definito inossidabile nonostante la diversità  di stile e di carattere: tanto Franceschini appare socievole e disponibile, quanto Martino risulta freddo e scostante nei rapporti. “Anche la mamma mi rimprovera spesso per la mia innata diffidenza: è un difetto che ho fin da bambino”, si autoassolve. Giustificando così quel fare un po’ altezzoso per cui è noto ai cronisti di Montecitorio, ai quali risponde sempre al cellulare, anche se difficilmente fornisce notizie: “Ma non dico mai bugie, magari non parlo però non depisto”.
Fisico longilineo e barba curata a puntino, Martino non è comunque tipo che tenda a sottovalutarsi. I ferri del mestiere certamente non gli mancano, e non difetta di grinta e ambizione: sempre borderline tra politica e giornalismo, è stato prima capoufficio stampa del Ppi con Gerardo Bianco e poi, dal ’97 al ’99, portavoce del segretario Franco Marini. È in questa veste che tutti hanno cominciato a conoscerlo: caporedattore prima al Popolo e poi a Europa, nel 2001 sale sul treno della campagna elettorale di Rutelli entrando poi nell’ufficio stampa della Margherita.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 393-marzo 2009)

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