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12 marzo 2009 | 18:12

INTERNET: BERNERS-LEE, NO A VENDITA DATI ABITUDINI UTENTI

EST:INTERNET
2009-03-12 16:26
INTERNET: BERNERS-LEE, NO A VENDITA DATI ABITUDINI UTENTI
LONDRA
(ANSA) – LONDRA, 12 MAR – L’integrità  di Internet e la privacy dei cittadini britannici sarà  compromessa se non si agisce subito con leggi che limitino l’accesso di terzi ai dati sulle attività  digitali dei singoli individui. Lo ha detto il creatore del World Wide Web, Sir Tim Berners-Lee, durante una consultazione tenutasi alla camera dei Lord, sull’accesso ai dati degli utenti internet da parte di privati e governo. Il caso è scoppiato in seguito alla diffusione di una nuova tecnologia che già  l’anno scorso fu utilizzata dalla maggiore azienda fornitrice di Internet in Gran Bretagna, BT, senza l’esplicito consenso degli utenti. Si chiama Webwise, prodotto dall’azienda Phorm, e monitora le pagine più visitate e tutte le attività  degli utenti di internet in modo da poter poi inviare delle pubblicità  mirate secondo i gusti personali. Vari operatori telefonici e digitali stanno considerando di utilizzare il prodotto in modo da vendere poi i dati, i gusti e gli interessi dei propri utenti. Questa, secondo Sir Berners-Lee, è una chiara invasione della privacy, che deve essere controllata. “La gente usa Internet anche quando ha dei problemi – ha detto l’inventore del World Wide Web – per sapere se ha contratto malattie, o riguardo alle proprie opinioni politiche. E’ vitale che non vengano spiati”. Secondo Sir Tim, questo equivarrebbe a mettere delle telecamere nei soggiorni delle persone o aprire la loro posta. “Ci sono molte buone ragioni per cui aziende e governo dovrebbero voler accesso ai nostri dati – ha detto Wendy Hall, docente di scienze informatiche all’università  di Southampton – il dibattito deve servire a capire quanto le nostre vite digitali siano private per noi”. (ANSA).
COR-NS/ S0B S04 INT QBXB

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