Scelte del mese

13 marzo 2009 | 12:38

Opinioni – Carlo Rossella. I giornali sul web ora vogliono farsi pagare

Sabato 28 febbraio molti abitanti di Denver, Colorado, si sono svegliati senza trovare davanti alla porta di casa il Rocky Mountain News, il quotidiano della città  vecchio di 150 anni: 230 giornalisti
e personale editoriale hanno perso il lavoro, licenziati dalla E. W. Scripps Company. I giornali americani hanno pubblicato in prima pagina la notizia. In America i quotidiani sono in crisi. Le ragioni sono molteplici. Prima fra tutte Internet.
I lettori del mattino non amano più la carta, ma cercano le notizie su decine di web site che leggono a casa, sul computer, in treno sui telefonini, in ufficio ancora sui computer. Google è diventata la prima edicola d’America, un’edicola dove, tranne poche eccezioni (The Wall Street Journal, ad esempio), si prende tutto gratis. Finché i giornali potevano raccogliere pubblicità  sul web, dare i contenuti free poteva essere un affare. Ma col crollo dei consumi e la crisi economica, la pubblicità  sul web ha avuto un notevole calo e i giornali si sono trovati a fare regali con scarso tornaconto.
La seconda ragione è il continuo decadere degli introiti legati alla pubblicità  del giornale stampato su carta.
La terza è la fuga dalle edicole, legata non solo al web, ma anche alle scelte di un consumatore costretto dalle necessità  a tagliare i costi.
La quarta è l’eccessivo costo del personale: troppi dipendenti per prodotti sempre meno redditizi.
Sul numero del Time del 16 febbraio scorso l’ex direttore Walter Isaacson, diventato un ‘media guru’, ha scritto un saggio, che tutti i giornalisti del mondo avrebbero dovuto leggere, intitolato ‘How to Save Your Newspaper’. Sono nere le previsioni di Isaacson (e alcune si sono già  avverate o stanno per avverarsi).

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 393-marzo 2009)

Comments are closed.