Televisione

13 marzo 2009 | 15:31

Rai/ Consulta: Con revoca Petroni menomata funzione Parlamento

Rai/ Consulta: Con revoca Petroni menomata funzione Parlamento

Serviva delibera Vigilanza: e’ filtro garanzia su azione Governo

Roma, 13 mar. (Apcom) – Il fatto che il ministero dell’Economia abbia revocato il proprio consigliere di riferimento nel Cda Rai Angelo Maria Petroni in assenza di una delibera della Commissione parlamentare di Vigilanza configura “una violazione di legge” ed una “menomazione delle attribuzioni del Parlamento” . Sono le motivazioni, depositate oggi, con le quali la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso presentato dalla Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai contro la revoca di Petroni disposta nel settembre del 2007 dall’allora ministro dell’Economia del governo Prodi, Tommaso Padoa-Schioppa, per disporne la sostituzione con Fabiano Fabiani.

“La presenza della Commissione di Vigilanza si fonda sull’articolo 21 della Costituzione – sottolinea fra l’altro la Corte ricordando la precedente sua giurisprudenza in tal senso – che garantisce il pluralismo dell’informazione” poichè “serve ad evitare che il servizio pubblico venga gestito dal Governo in modo ‘esclusivo e preponderante’”. Ed altresì è “garanzia dell’obbiettività  e completezza dell’informazione” poichè espressione del Parlamento “che istituzionalmente rappresenta l’intera collettività  nazionale”.

Rai/ Consulta: Con revoca Petroni menomata funzione… -2-
Solo organismo parlamentare puo’essere garante servizio pubblico

Roma, 13 mar. (Apcom) – La Corte, nella sentenza depositata oggi, sottolinea che “il filtro” della Vigilanza, chiamata a esprimersi sulla revoca dei consiglieri, “serve a contemperare il potere di revocare il soggetto nominato con il necessario controllo da parte del Parlamento”, che ha il ruolo di “massimo garante dell’adempimento, da parte dei membri del cda, dei doveri di pluralismo obiettività  e imparziali imposti dall’articolo 21 della Costituzione”.

Non solo: la Corte, nella sentenza, richiama due “costanti” alle quali si è ispirata in materia di vigilanza parlamentare sulla Rai: l’attribuzione al Parlamento del potere di decidere che il cda possa essere nominato dalla Vigilanza e il principio in base al quale “la rimozione dei componenti è in ogni caso assoggettata alla valutazione della commissione”, elemento che deriva dalla “necessaria salvaguardia dell’indipendenza dei componenti” del cda.

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