Editoria

13 marzo 2009 | 17:30

DE AGOSTINI: PREFETTO NOVARA, POCHE SPERANZE PER LAVORATORI

DE AGOSTINI: PREFETTO NOVARA, POCHE SPERANZE PER LAVORATORI
(AGI) – Novara, 12 mar. – ”Presentero’ al Governo il problema dell’impatto sociale che rischia di avere l’esito negativo di questa trattativa e comprendo il vostro disorientamento. Ma ho sperimentato direttamente l’impossibilita’ di esercitare qualsiasi tipo di ‘moral suasion’ di fronte a una strategia di gruppo che e’ orientata a massimizzare i profitti. La vertenza con De Agostini Editore e’ molto difficile perche’ l’azienda dice che non ha piu’ bisogno di voi”. Pur con tutta la pacatezza e la diplomazia che lo contraddistinguono, il prefetto di Novara, Giuseppe Amelio, non ha usato mezzi termini durante l’incontro avuto stamattina con una rappresentanza dei lavoratori della De Agostini Editore Spa, giunta negli uffici di palazzo Natta dopo 4 ore di sciopero e una manifestazione nelle vie della citta’ cui hanno preso parte oltre 150 persone. Durante la riunione i rappresentanti sindacali hanno esposto le loro perplessita’ di fronte a un piano che prevede 237 esuberi nelle sedi di Novara (147), Torino (64, alla Utet) e Roma (26), con la messa in mobilita’, tra l’altro, di 25 cartografi su 31 e la chiusura del settore della cartografia stradale. ”In questo comparto – hanno sottolineato le Rsu – l’azienda, contraddicendo il proprio codice etico, distribuisce in Italia, da oltre un anno, i prodotti della concorrente francese Michelin, ma al tempo stesso annuncia il licenziamento del personale novarese che assicurava lo stesso tipo di produzione. Temiamo che voglia solo scrollarsi di dosso i costi dei dipendenti, senza rinunciare al fatturato fornitogli dalla distribuzione e magari ricorrendo a del lavoro esternalizzato. Temiamo anche che l’azienda possa svendere a Michelin l’enorme patrimonio di dati digitali accumulati in decine di anni di attivita’ ”. I sindacalisti hanno anche espresso preoccupazione per le attivita’ indotte dalle produzioni della casa editrice novarese, dalla stampa alla logistica, in cui i posti di lavoro a rischio sarebbero complessivamente, sul territorio, quasi 600. ”Ma ci lascia sconcertati – hanno detto al prefetto alcuni lavoratori – soprattutto il fatto che un’azienda che e’ sempre stata considerata un simbolo della citta’ e dell’attivita’ imprenditoriale del Novarese scelga di non investire piu’ nel suo notevole patrimonio di conoscenze e di professionalita’. Siamo sempre stati orgogliosi di far parte di un gruppo che creava cultura. Oggi ci sentiamo presi in giro da una scelta che viene fatta cavalcando l’onda della crisi e che ha come contraltare gli enormi profitti realizzati dal gruppo sulle scommesse, i giochi e altre attivita’ al limite dell’immorale”. Proprio ieri il presidente della Provincia di Novara, Sergio Vedovato, aveva incontrato il presidente e il vicepresidente di De Agostini Editore Spa, rispettivamente Pietro e Paolo Boroli, insieme all’amministratore delegato, Stefano Di Bella, esprimendo la sua preoccupazione per gli effetti sociali del piano di ristrutturazione annunciato. I vertici dell’azienda, pur dichiarandosi disponibili all’attivazione di ammortizzatori sociali e a sostenere forme di riqualificazione professionale degli addetti, avevano pero’ affermato che il piano e’ stato reso necessario ”da una situazione di crisi non congiunturale, ma strutturale, del settore editoriale”, che comporta ”una ristrutturazione inevitabile, da cui non sara’ possibile tornare indietro”. (AGI)

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