Editoria

16 marzo 2009 | 11:13

EDITORIA: BENEDETTO, POLITICI FELICI SE I GIORNALI CHIUDESSERO

EDITORIA: BENEDETTO, POLITICI FELICI SE I GIORNALI CHIUDESSERO
(AGI) – Roma, 15 mar. – “C’e’ stato un momento, negli anni Ottanta, in cui i politici avevano consapevolezza dei problemi dell’editoria. E’ grazie a questa consapevolezza che oggi noi siamo ancora qui. In passato, tra centro destra e sinistra, i migliori politici nei rapporti con l’editoria sono stati i democristiani”. E’ quanto affermato nel corso di ‘Domenica In’, su Raiuno, da Marco Benedetto, vicepresidente del Gruppo Espresso. “Se siamo ancora vivi lo dobbiamo a loro e alla loro capacita’ di fare buoni accordi. Attualmente – ha aggiunto Benedetto -, per molte ragioni (compresa la presenza della televisione) i politici, certo non vorrebbero chiudere i giornali ma, se cio’ accadesse, farebbero un bel funerale e ne sarebbero, forse, ben felici”. Per quanto riguarda il futuro, “viviamo in un momento in cui, alla crisi economica generale, si somma la crisi dell’editoria, con un conseguente ridimensionamento, annunciato, dei giornali. Negli anni scorsi, gli editori hanno risposto alla crisi precedente dimezzando il personale e triplicando la produzione. Oggi, il nuovo ridimensionamento del personale giornalistico sarebbe meno morbido. I giornali passeranno da 64 a 32 pagine ma, restando in vita, saranno comunque la garanzia di una vera democrazia”.

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